Ricordi toscani (Pisa e Livorno)

Il post di ieri sulle mie avventure senesi mi ha fatto ricordare le mie vacanze estive dell’anno scorso. Non avendo molti giorni e un buon periodo di ferie, avevo preferito vedere una città d’arte e mi ero buttata a capofitto su Pisa (incoraggiata dall’idea propinata a N. sul fatto che è il Mondo ad essere storto e non la Torre). 

Pisa dista 4 ore e 30 da casa mia in macchina, però avevo optato per il treno (dacché dovevo raggiungere da sola gli altri compagni di viaggio, che avevano l’auto). Da Milano Centrale avevo raggiunto Pisa con un Thello fino a Genova e una FrecciaBianca in 4 ore circa. 

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L’hotel dove ho alloggiato con trattamento b&b e il Villa Primavera a 10 minuti dal centro e con parcheggio gratuito. La colazione all’italiana è ricca (il pane e i cornetti sono freschi, le bevande tutte servite a richiesta al bar) e – meno male per le zanzare – le camere sono dotate di aria condizionata. I ristoranti dove ho mangiato sono stati il Toscano in Piazza Arcivescovado (steakhouse e vineria con anche menù turistico) e L’Europeo in Via S. Maria (convenzionato con l’hotel). Durante la tappa livornese, ho pranzato allo Zanzibar (vista mare – menù turistico di pesce).

Pisa è una cittadina che si può visitare a piedi. Procedendo a destra dall’hotel, si raggiunge il Lungarno con la Cittadella, i vari ponti con gli stemmi e, sull’altra riva la gotica chiesa di S.M. della Spina. Rimanendo, invece, sulla stessa sponda ci saluta il possente campanile di S. Nicola. Procedendo, invece, a sinistra, si arriva alle Mura di Piazza S. Maria. Andando oltre, si può osservare il Palazzo dell’Arcivescovado (con il Mosé) e, un po’ più dietro, procedendo verso un’altra porzione di Mura, la Chiesa di S. Caterina con a lato il Seminario. Prendendo, invece, Via della Faggiola (dove soggiornò Leopardi), troviamo la Chiesa di S. Giorgio e Piazza S. Stefano (con la Sede dell’Università, Palazzo S. Stefano, la Chiesa di S. Stefano dei Cavalieri e il Palazzo del Conte Ugolino della Gherardesca, raccontato nell’Inferno di Dante).

Ovviamente, il pezzo forte di Pisa è il Campo dei Miracoli.

Io consiglio di comprare il biglietto online sul sito dell’OpaPisa . La prenotazione può essere effettuata da 20 a 1 giorno prima. Il biglietto è cumulativo; la Cattedrale è gratis, ma richiede comunque il biglietto (1 monumento 5€, 2 monumenti 7€, 3 monumenti 8€ – la Torre 18€ con orario). Io ho visitato il Battistero, la Cattedrale e la Torre, tralasciando il Camposanto, e i Musei dell’Opera e delle Sinopie. Del Battistero mi ha colpito la “dimostrazione” del particolare eco che avviene ogni 30 minuti. I 251 scalini della Torre sono veramente un po’ da capogiro (ricordatevi che sulla Torre non si possono portare borse, solo smartphone e/o macchina fotografica – lì vicino c’è comunque il guardaroba). Il Campo dei Miracoli, sinceramente, mi ha fatto sperimentare la Sindrome di Stendhal!!! 

Per fare una gita fuori porta, ho scelto la rivale Livorno e la frazione Marina di Pisa.

La prima dista 39 minuti da Pisa (parcheggio gratis: Odeon), dove ho apprezzato moltissimo l’illusione ottica di Terrazza Mascagni; la seconda dista 26 minuti da Pisa (parcheggio a pagamento: via Milazzo) e si distingue per il porto nuovo arricchito anche dalla poesia di D’Annunzio “La Tenzone” stampata sulla pavimentazione.

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Quello che mi è rimasto impresso, appunto, di questa vacanza è stato il ripercorrere i luoghi che videro scoppiare la passione tra D’Annunzio e la Duse. Le poesie che più hanno incorniciato questa vacanza sono state, oltre La Tenzone dedicata a Marina di Pisa, Stabat nuda Aestas e La Pioggia nel Pineto

❤ Miss Raincoat

 

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