Turismo Enogastronomico – Estate 2018

Cose a random che ho scoperto durante questa torrida estate

Sono una grande fan del turismo enogastronomico. E degli aperitivi. E delle paste lievitate. Mantenere la linea è una delle cose alle quali bado, anche se non mi piace.

Al primo posto della classifica dei cibi c’è la pinsa.

La pinsa non è una pizza ma una focaccia salata, tipica dello street food laziale (ma anche quei dove magnà è sacrosanto diritto), con una crosta leggera e croccante e più soffice all’interno. La sua origine è antichissima: veniva impastata e spianata (pinsere = allungare) già dalle antiche popolazioni laziali. Nell’Antica Roma era il pasto dei poveri contadini che la utilizzavano anche per accattivarsi la benevolenza degli dei. In effetti, anche Virgilio la cita nell’ “Eneide”, nel passo in cui il re Lavinio accoglie Enea nei pressi di Roma. Oggi la pasta di questa focaccia viene realizzata con un mix di farine (miglio, orzo e farro), sale, erbe aromatiche, lievito madre e molta acqua (80%); può essere bianca o rossa.  Questi ingredienti e la lievitazione che supera le 24 ore la rendono davvero molto digeribile.

Al primo posto della classifica delle birre (perché la birra fa irrimediabilmente estate) c’è la Andechser Export Dunkel.

Dalla Capitale ci spostiamo in Baviera, al sud della Germania. Andechs è una ridente paesino sulla cui sommità si può trovare un antico Monastero benedettino in stile barocco, dove l’ora et labora è stato tradotto in birra d’eccellenza.  La Export Dunkel è una birra color rosso castagna, con una schiuma consistente ma dai pori sottili (alcool 4,9%) . Non sono ovviamente un’esperta espertissima, però mi è parso che sapesse di malto, frutta secca, uva passa/caramello e cacao.

Ricetta Pinsa Romana

Sito Ufficiale Andechs (in italiano)

❤ Miss Raincoat

 

Schwarzwald (Foresta Nera)

Siamo nel Land del Baden-Württenberg, in una delle zone climaticamente  ed enogastronomicamente più favorevoli  della Germania, molto vicini sia alla Francia sia alla Svizzera (è chiamata anche la Toscana Tedesca). Qui esiste anche una minoranza linguistico- dialettale detta Schwaben (in italiano “Svevi“), gente che – nell’immaginario collettivo –  è avara e sempliciotta (insomma, i nostri genovesi).

[Qui potete trovare informazioni dettagliate sulla Foresta Nera]

Friburgo in Brisgovia (da non confondere con la cittadina svizzera), gode appieno della sua posizione immersa nelle campagne famose per la produzione vitivinicola (le cosiddette colline del Kaiserstuhlletteralmente “il Trono dell’Imperatore”). Oltre ad avere la vivacità tipica delle città universitarie, è alle porte di Colmar e Strasburgo in Francia e di Basilea in Svizzera.

Dall’Italia, è raggiungibile con i mezzi pubblici portandosi a Chiasso con le Ferrovie Italiane – proseguire fino a Basilea con le Ferrovie Svizzere – arrivando a Friburgo con le Ferrovie Tedesche. Con mezzi propri, il viaggio prevede un itinerario che percorre la Svizzera, toccando Lugano, Lucerna e Basilea (da Sondrio sono 5 ore e 20 ca. di viaggio).

Il monumento più importante di Friburgo è la sua Cattedrale in puro e ricco stile gotico, con i tipici doccioni mostruosi (il portale, oltre che ad essere un capolavoro dell’intaglio del legno, riporta anche le misure che servivano ai mercanti per vendere la merce). Ogni mattina, nella piazza antistante, si può partecipare al coloratissimo Mercato di frutta, fiori, verdura e prodotti regionali. L’altra caratteristica distintiva della cittadina è la presenza delle due porte medievali, la Schwabentor  e la Martinstor (particolare per l’insegna bianca di McDonald’s, che di solito è gialla). Altri edifici da non perdere sono il Zum Roten Bären (uno dei più antichi alberghi tedeschi, in attività ininterrotta dal 1120) e la Haus Zum Wahlfisch (che ospitò Massimiliano I, Erasmo da Rotterdam e alcune riprese di “Suspiria”). Non dimentichiamoci, infine, dei ruscelli che attraversano il centro storico (la leggenda vuole che se ci finisci dentro, a Friburgo troverai la tua dolce metà!!!).

La via dello shopping di Friburgo è la Kaiser-Joseph-Straβe (in gergo chiamata Kajo), un chilometro nel mezzo del centro storico, che ci porta da una porta all’altra. Al lato della Martinstor non si può che fermarsi alla birreria Martins Braü.

Martins Braü non serve solo birre artigianali, ma anche il vino tipico di questa zona e pietanze regionali (come il bratwurst che ho apprezzato molto). La birreria è la Gasthaus (locanda) più antica di Friburgo. Sul sito potete trovare anche il listino.

Ovviamente, qui si può concedersi anche una fetta di Torta della Foresta Nera. La Schwarzwälder Kirschtorte è un dolce a base di ciliege (e non amarene!), pan di spagna, panna montata, cioccolato e bagna di kirsh (brandy di ciliegia). La torta è legata alla tradizione nuziale di piantare un ciliegio, pianta molto diffusa nel Baden.

Io non ho soggiornato in città, ma a Schallstadt (a 10 km e raggiungibile anche in treno da Friburgo). Nella frazione Mengen esiste un albergo immerso nella natura in stile Cappuccetto Rosso che si chiama Allemannenhof, dotato di parcheggio gratuito, winebar, ristorante (possibilità di mezza pensione o di mangiare alla carta), oltre che di un meraviglioso giardino. Il prezzo di una notte in una doppia + colazione sia aggira sui 70 €.

[Tutto quello che potrebbe fare al caso vostro se approdate a Friburgo, comunque, lo trovate qui]

❤ Miss Raincoat

La Romantische Straße

Circa un anno fa ho accompagnato un gruppo nelle tappe principali di questo percorso perfetto per ammirare i colori vivi di questa mezza stagione che preannuncia il freddo (ma anche l’arrivo di Babbo Natale). Inoltre, l’itinerario costituisce anche un’alternativa per rimanere in tema Baviera e Oktoberfest pur evitando il “chiasso” di Monaco. Se proprio vogliamo dirla tutta, può essere anche la passeggiata ideale per smaltire i litri di Weiß – accompagnata da Wurstel Bianchi con i Crauti.

La Romantische Straße si compone di varie tappe snodate in 360 km, partendo da Würzburg e finendo a Füssen (anche se a noi Italiani è più comodo percorrerla al contrario). L’itinerario turistico è nato nel 1950 per valorizzare questa porzione naturalistica del Sud della Germania.

Le mie tappe imperdibili…

  1. Füssen – il pezzo forte di questa cittadina è l’Hohes Schloss (Castello Alto), che fu la residenza dei Principi Vescovi prima che si trasferissero ad Augusta e che è oggi una galleria dell’arte pittorica bavarese; sotto il castello troviamo il Monastero benedettino dedicato a San Magno, ivi sepolto con le sue reliquie e in onore del quale viene prodotto un vino del quale vengono prodotte solo 500 bottiglie l’anno.
  2. Schwangau (Contea del Cigno)–  Neuschwanstein Schloss è il castello al quale si ispirò Walt Disney per Cenerentola si trova di fronte al castello Hoenschwangau  e fu il rifugio di Ludwig II ” il re matto” da quando gli venne tolta la facoltà di regnare nel 1869, purtroppo mai terminato per i suoi innumerevoli ; gli interni, in stile medievale, sono tutti dedicati a Richard Wagner, amico del sovrano.  Hoenschwangau , invece, era la residenza estiva di Maximilian II , padre di Ludwig II (ah, l’Oktoberfest nasce come anniversario del suo matrimonio),  in tipico stile Biedermeier; all’interno, troviamo scene del Cavaliere del Cigno della leggenda di Lohengrin, cotenuta nel Ciclo Arturiano. Entrambi i castelli, su uno sperone di roccia, sovrastano il Lago Alpsee.
  3. Augusta (Augsburg) – fondata dai romani nel 15 a.C.,  è la città più grande della Baviera dopo Monaco e Norimberga. Possiamo visitare il Duomo, la Casa natale di Mozart (1719) ed il Fuggerei (quartiere popolare più antico al mondo dopo Padova, del 1516 – con casette, chiesa e cinta di mura).
  4. Rothenburg ober der Tauben – ha mantenuto mura (con porte e camminamenti percorribili) e l’ aspetto medievale originario. La Marktplatz (Piazza del Mercato), il  Rathaus (Municipio) in stile gotico e rinascimentale (con particolare Orologio a Cucù, che alle 11, 12, 13, 14, 15, 20, 21, 22 vede il Sindaco e Tilly bere un boccale di birra) e Käte Wohlfahrt (negozio che vende giocattoli e articoli natale tutto l’anno), sono le sue migliori attrattive.
  5. Würzburg – la Residenz , sopra il centro abitato, serviva ai  Principi Vescovi per proteggersi dalle rivolte popolari ed è un bene UNESCO. Dal Ponte Vecchio sul Meno da qui si vede la Fortezza Marienberg  , che domina la città dalla sommità della collina omonima già dall’epoca celtica. La fortezza fu abitata dai Vescovi fino alla costruzione della Residenz. A metà costa poderosi bastioni a forma di stella cingono la fortezza, contengono l’Arsenale e sono muniti di torri. All’interno ci sono la Vorburg (parte residenziale), la Brunnenhaus -elegantemente rinascimentale e munita di pozzo profondissimo- e la Marienkapelle – una chiesa rotonda risalente a prima dell’Anno Mille.

Un po’ di conti sulle distanze…

  • Monaco – Füssen 127 km
  • Füssen – Schwangau 6,5 km
  • Füssen – Augusta 102 km
  • Augusta – Rothenburg odT 186 km
  • Rothenberg odT – Würzburg 60 km

❤ Miss Raincoat

Amburgo

Il mio amico A., tornando da una gitarella a Monaco, ha concluso “all’HB puoi trovarci uno spaccato del Mondo intero”. E come dargli torto? Solo che mi ha lasciato il retrogusto di una voglia irrefrenabile di portarmi nella Bierland per eccellenza, la Germania.

** Per chi non lo sapesse, l’HB (Hofbräuhaus) è un’antica birreria della capitale bavarese, nota per i suoi tre piani di allegria

Se potessi scegliere di partire ora, comunque, per non soffrire di nostalgia come Heidi a Francoforte, sceglierei Amburgo. Per tre motivi:

  • Mi ricorda le risate sotto-banco con la mia amica E. sulle traduzioni bislacche di “Mein Vater war ein Hamburger” (noi avevamo fame e il Babbo ci era diventato un panino di MacDonald’s)
  • Amo le città della Lega Anseatica, ossia quelle che detenevano il monopolio delle merci nei meri dell’Europa Settentrionale. Non a caso, queste città mantengono un’acca nella targa automobilistica [p.e. Amburgo = H(anse)H(amburg)]
  • Adoro le città piene d’acqua. Amburgo ha il fiume Elba, i rivoli detti Fleete (il più conosciuto è il Nikolais) e due laghi artificiali (l’Aussenalster ed il più piccolo Binnenalster)

Un volo diretto di 1h40min ci porta al Fuhlsbüttel – Aeroporto di Amburgo (il costo è ca. 200 € a/r da Milano; per quanto riguarda gli scali, non è mai più di uno e sarebbe a Zurigo, Stoccarda oppure Düsseldorf). Controlla il tuo! 

L’aeroporto è collegato alla città tramite la S1 della S-Bahn(treni veloci cittadini). Il costo del biglietto è ca. 3 €. In 25 min., così, possiamo raggiungere l’Hauptbahnof (Stazione Centrale).

Per quanto riguarda l’alloggio, anche se preferisco i piccoli alberghi a conduzione (quasi) famigliare, questa volta segnalo il Novum Hotels Group, catena che ha sede proprio ad Amburgo e qui ha una manciata di strutture che soddisfano ogni palato e tasca (lo troviamo in Germania, in Austria, in Olanda, in Repubblica Ceca e in Ungheria). Credo che il Novum Style Hotel Hamburg Centrum (60 € con colazione a buffet – su richiesta pranzo al sacco + bar eventualmente) sia la miglior scelta in quanto dista 10 min. a piedi dalla Stazione ed è a pochi passi dal Duomo. Altre info

Ovviamente, per come la vedo io, in Germania è quasi d’obbligo mangiare “in giro”, spendendosi tra chioschi o Bräuereien. Lasciando a casa la dieta, mangerei il Bratwurst nel Vollkornbrot (salsiccia arrostita in un panino ai cereali) e i Franzbroetchen (che è la “sfogliatella” tedesca); nella zona vicino al Porto cercherei un locale dove assaggiare crostacei o lo sgombro affumicato. Nota a parte, appunto, per la Birra. Chi non vuole spendere molto, qui consuma l’Astra o la Jever (pronuncia: [Ievah]), però io spenderei una decina di centesimi in più per la Rattshern o per la (quasi) introvabile Kuddel.

La mia visita alla città partirebbe dal St. Marien-Dom, il Duomo dedicato alla Madonna in stile neoromanico, abbinato alla Rathausplatz, sede del Municipio e della statua di Heinrich Heine, poeta della Lorelei. La facciata del palazzo, della quale è distinguibile la copertura in arenaria verde, presenta una facciata arricchita con le statue dei venti Imperatori di Ambugo. Nelle vicinanze c’è la via dello shopping e del lusso, la Jungfernstieg, lungo il Binnenalster. Il quartiere deriva il suo nome dall’usanza d’antan di portare qui a passeggio le nubili durante la domenica pomeriggio.

In un altro momento, mi dirigerei tra i rivoli della Speicherstadt (la città dei magazzini), dove rivive la città anseatica con le sue tipiche strutture rosse e appuntite, che servivano per lo stoccaggio di merci che venivano da lontano (le spezie, il the, i tappeti, il tabacco, il rum, il cacao…). Non mancherei di fotografare il romantico Nikolaifleet, l’unico naviglio rimasto a testimonianza dello “stile-amburghese” (con il ponte Trost e la nave-teatro Das Schiff).

Nel Quartiere St. Pauli c’è molto da vedere. Sull’Elba, il porto caratterizzato dall’imbarcadero (Landungsbrücken **in foto di copertina), non è molto lontano dalla barocca St. Michaelis Kirche, la chiesa resa celebre dal primo volo della Gabbianella di Sepulveda; di fronte, ammiriamo le krameramtsstuben, gli appartamenti dei mercanti con travi in legno. La zona più famosa di St. Pauli è sicuramente la Spielbudenplatz (“la piazza dei baracconi”), con il teatro più antico della città, night clubs, tipo lo Schmidts, e non lontana dalla Reeperbahn (via a luci rosse creata per i marinai). I Beatles, quando erano ancora solo quattro scarafaggi di Liverpool, si fecero le ossa qui. Sesso, droga e R’n’R.

Per una breve gita fuori porta, sempre la S1 dalla Stazione Centrale, in 40 min (prezzo sempre di 3,10€), ci porterebbe a Blankenese, sulle colline tra le casette bianche dei pescatori. Lì possiamo visitare l’Hirshpark(Parco dei Cervi), nel quale troviamo la caffetteria/ristorante con il tetto di paglia (Witthüs Teestuben)

I posteri abbiano cura di conservare degnamente la libertà che gli antenati partorironoMotto sulla Facciata del Municipio

❤ Miss Raincoat

Un Tour nella Turingia

Raggiungere Weimar

  • in TRENO: (16 h) Milano – Zurigo – Karlsruhe – Francoforte – Erfurt – Weimar
  • in AUTO: (8,30 h – 753 km) Sondrio – Grigioni – Baviera (Lago di Costanza, Ulm, Würzburg) – Turingia
  • in AEREO (secondo me non conviene) : Milano – Düsseldorf – Tenerife Sud – Erfurt + 15 min TRENO per Weimar

Albergo a Weimar

Una soluzione può essere il WEIMAR LIZST ***, che dista dal centro (Teatro Nazionale) 300 metri, ma è tranquillo poichè è situato in un piccolo parco. Ha un parcheggio sotterraneo (8 €/giorno). Il prezzo di una doppia è ca. 70 €/notte (colazione inclusa).

Weimar Card

Sarebbe conveniente acquistarla, in modo da avere 48 ore di musei/siti e pullman cittadini gratis. Costa 29,50 €. Al lunedì quasi tutti i siti sono chiusi.

Cosa vedere a Weimar

  • Herzogin Anna Amalia Bibliothek (Biblioteca Duchessa Anna Amalia) – gratis + sala rococò 8€
  • Nationaltheather (Teatro Nazionale)E’ il centro della città – card 10% sconto su spettacoli
  • Herderkirche (Chiesa di Herder)opere di Lucas Cranach il Vecchio – gratis, sempre aperta
  • Wittumspalais (Palazzo della Vedovanza)Residenza duchessa Anna Amalia – card (o 6,50 €) – chiuso lunedì
  • Bauhauscard (o 6,50 €) – chiuso martedì
  • Schillers Wohnhaus (Casa di Schiller)card (o 9,00 €) – chiuso lunedì
  • Goethes Wohnhaus (Casa di Goethe) – card (o 12,50 €) – chiuso lunedì – prenotare (è piccola)
  • Goethes Gartenhaus (Casa – Giardino di Goethe) Nel Parco dell’Ilm – card (o 2,50 €) – chiuso lunedì
  • Schloss Belvedere (Castello di Belvedere)Residenza estiva dei duchi – card (o 6,50 €) – chiuso lunedì

 

Cosa vedere nei dintorni

  • Buchenwald – Campo di Sterminio + Museo (fa sempre molto freddo e tira il vento) chiuso lunedì – da Weimar con AUTOBUS (uno ogni ora; direzione:”Bendenkstatte”)

  • Erfurt da non perdere il Duomo – da Weimar TRENO (13 min.)
  • Arnstadt città dal gusto medievale –  da Erfurt TRENO (16 min)
  • Jena città universitaria –  da Weimar TRENO (20 min.)
  • Eisenach – Bachhaus (Casa di Bach) Costo 9,00€- da Erfurt TRENO (16 min)
  • Eisenach – Castello della Wartburg Costo 5,00€ – da Eisenach 2 km a piedi

 

❤ Miss Raincoat