Ourense

Le fughe di Miss Raincoat: Gennaio 2023

📍OURENSE
Galizia, Spagna


Come arrivare


🚩Aereo: Milano ➡ Madrid Barajas (durata 2h36min) * compagnie per diretti: Iberia, Ryanair
➡ dal terminal T4 treno (RENFE C1) * ogni 30 min (Aeroporto — Principe Pio (fino alle 22:30) ; Principe Pio — Aeroporto ( fino alle 23:30)
➡scendere a Stazione Chamartìn (*durata 11 min)
➡treno ALVIA (lunga percorrenza di RENFE) per Ourense-Empalme (durata 2h45min)🚆
🚩Indirizzo Stazione: Praza Da Estacion
ℹ@inordeturismo

Dove ho alloggiato


🏨Hotel Princess – la posizione è eccellente. Si trova a 1,4 km dalla Stazione (si prende Avenida da Caldas, si attraversa il Ponte Romano e dopo una rotonda si è già arrivati). Con un supplemento di 4,50 € si ha anche la colazione. Il centro della cittadina (molto compatto, è tutto insieme da vedere) è a meno di un chilometro, anche se alcune vie sono leggermente in salita (ma non come a Lisbona, eh!). Rua Do Progreso, la via principale, porta dappertutto perciò è un ottimo punto di riferimento, ricordiamocela!


⛵ Facciamo i Turisti

Ourense (da pronunciarsi con la s tendente alla t, per sentirsi figamente ispanici e mucho calienti) è una città termale sul fiume Rio Miño. Per certi versi, una Morbegno (vedi il ponte Romano, simile a Ganda ma più graaaaande) con le terme, che qui sono dette burgas. Di fatto, il toponimo viene da urientes,ossia “ustionante”, in riferimento alla temperatura delle acque che arriva fino a 60°C. As Burgas, le terme cittadine, non sono più in funzione per motivi burocratici quasi all’italiana, perciò bisogna puntare su quelle in periferia, nella zona verde per capirci. Si possono anche raggiungere a piedi o in bici perché il fiume al lato a una ciclabile simile al Sentiero Valtellina, ma esiste anche un trenino che conosceremo tra poco. Siamo anche nelle zone del Cammino di Santiago (in effetti sotto i nostri piedi troviamo spesso delle mattonelle con la conchiglia. Tante strade e stradine sono in salita e hanno le scale, perciò nutritevi bene (*vedi il capitolo dedicato sotto). Temperature di gennaio: circa quindici durante il giorno, ma comunque non va mai sotto zero. La paragonerei a Roma come temperature invernali. Abbastanza piovosino o velato. Beh, niente in confronto agli inverni alpini.Se volete sfoderare il vostro spagnolo, ricordatevi anche che la Galizia ha uno spagnolo tipico della zona perché gode di autonomia culturale e, quindi, politica.


📸 Cosa posto su Instagram?

Ponte Romano detto Ponte Vella (cioé Vecchio) – In effetti, sta lì dai tempi di Augusto, anche se è stato ricostruito varie volte.

Cattedrale di San Martino in Praza do Trigo – Imita quella di Santiago e, infatti, ha uno stampo molto Medievale. Molto wow, nel senso che c’è molto oro e le statue sono davvero molto drammatiche (e anche le tombe in pietra). E’ una di quelle chiese in cui ci entri con una certa riverenza anche se sei ateo. Assolutamente particolare il nartece, detto Portico del Paraiso con le statue dei Profeti (giuro che non ho urlato Batman,forse. Anche perché questo Daniele è l’unico senza barba, per i suoi motivi iconografici di gioventù). Molto bella anche la scalinata fuori e la cupola ottagonale sia da fuori (domina lo skyline) e sia da dentro per l’aspetto luministico, dato che il soffitto è molto alto. Ha anche un museo installato nel chiostro con tanti oggettini devozionali, tra i quali mi sono piaciuti quelli in porcellana di Limoges (il giusto kitsch che si perdona solo a certi ex voto,no?).

Praza do Ferro perchè non è una piazza, bensì un incrocio a triangolo con una bella fontana (ovviamente ce ne sono tante on città, per celebrare la magia dell’acqua calda) e la Casa do Bòan (che sono tipo i Malacrida di Ourense, ossia la famiglia più storicamente famosa).

I Parchi – I miei preferiti sono Xardin do Padre Feijoo e il Parque de San Làzaro (tra i palazzi all’angolo: la statua A Castañeira, per celebrare la raccolta delle castagne tipo a Rodolo). In quest’ultimo parco possiamo trovare, oltre a una fontana – manco a dirlo – una statua con un Angelo Caduto, ovviamente lì dirimpetto al Palazzo del Governo per ricordare la ribellione e l’indipendenza della Galizia.

Praza Dos Suaves – A parte che è una figata celebrare un gruppo rock con una piazza. Comunqu,e le placche con la toponomastica son già un’opera d’arte a sè e tutte le vie e le piazze ne hanno una. Inoltre, in tutto il centro storico ci sono cartine.

Praza de San Cosmede – che prende il nome dalla chiesetta, ma qui ci possiamo rendere conto che la cittadina ha anche validi esempi di street art, qui tutti i murales (a parte quelli che parlano dei mestieri delle mamme degli altri o male delle squadre di calcio tipo il Celta Vigo) inneggiano la lotta d’indipendenza della Galizia.

Praza Maior – con il Municipio e l’Igrexa Santa Maria Nai, anche questa conla scalinata. Vicino, nella zona pedonale e in mezzo a tanti bei palazzi decorati, troviamo l’ex bottega di alcool, Café Victoria con una vetrina che ci riporta a un secolo fa (in Avenida de Pontevedra).

As Burgas – erano le terme cittadine e gratuite. Oggi si possono vedere solo la fontana de la Burga de Arriba e i giardini della Burga de Abajo. La vasca è vuota 😦

Le Terme – Io ho scelto A Chavasqueira (che in galiziano significa fucina, se non sbaglio. Non ho capito se è per le acque ferruginose (?)). Dista circa due chilometri dal mio albergo. Inoltre, l’ho scelta perché ha anche un percorso zen-jappo e un sushi bar. Arrivandoci, si può vedere anche il Ponte del Milenio che è una struttura magnificente. Le terme sono aperte dalle 10 alle 20 e costano qualcosa come 4,00 €. Se si vuole, si possono raggiungere tramite il Tren de las Termas. Si tratta di un trenino turistico (l’unico mezzo che può attraversare il Ponte Romano). Parte da Plaza Major (dall’angolo con Avenida de Pontevedra) e passa ogni 40 min dalle 10 alle 20, fermandosi in tutti gli stabilimenti. Costa 0,85 cent che vengono pagati al conducente. Si ferma anche al Parque San Lazaro e al Ponte Romano (ambo le estremità).

🍲 Riempiamo il Pancino

Pulpo a Feira – Letteralmente è “il polpo della festa”, poiché è lo street food tipico delle fiere, ma il Natale quando arriva arriva e perchè non gustarsi questo polpo cotto e condito con sale, paprika e olio accompagnato con le cachelos, patate bollite, cipolle o grelos (cime di rapa).

Empanadas – vero, si mangiano in tutta la Spagna, ma i Galiziani dicono che le hanno inventate loro. Per chi non lo sapesse sono tipo dei fagottini di pasta sfoglia e in quelli galiziani c’è dentro tanto di tutto, come carne, verdure, il frigorifero… A me piacciono quelle con il pino de mariscos (ripieno di frutti di mare).

Churrascos – spiedini di carne marinata, cotti alla brace

Mariscadas – Ovviamente è il luogo migliore per gustarsi i frutti di mare dell’Atlantico.

Come dolcetto io voto per le filloas, che sono crespelle con crema di castagne (che sono tipiche di queste zone) anche se, per la sua semplicità, vorrei fare sempre colazione con la Torta Santiago, realizzata solo con farina di mandorle e uova. Sopra è decorata con lo zucchero a velo per ricreare la croce di Santiago.

Tapas – altro motivo per cui amo la Spagna perché è il loro modo di fare aperitivo con questi piattoni di roba buona, diversi in ogni regione. Qui si trovano i ciccioli, frittate di patate e i pimiento del Padròn. Sono dei peperoni tipo friggitelli però alcuni sono piccanti e altri no, quindi bisogna affidarsi alla sorte (se non sei calabrese)

🥂 Moriremo ma non di Sete

Assolutamente non lasciare la Galizia senza aver bevuto un vino della Rias Baixas, praticamente vigneti di Albariño beati sulla costa atlantica della Galizia. Un vino bianco fermo di 12%VOL molto fresco, speziato (tipo coriandolo, più spicy rispetto a un agrume cioè) e con il finale amaro, come la mandorla.

Birra Estrella Galicia prodotta a La Couruña.

Gin Nordés prodotto in Galizia (anche se si trova molto il Beefeater, inglese). Con il Nordés, si fa un cocktail con il vino di Albariño e acqua tonica + uno spiedino d’uva – il Nordesiño. Ho visto che ne esiste una bottiglia edizione limitata 2022 per l’Anno del Cammino (di Santiago).

❤ Miss Raincoat

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Il Ponte Vecchio di Morbegno

#festadelladonna **Ragazze, ho finalmente trovato un uomo di pietra e tutto ad un pezzo!!!**

Ci eravamo lasciati con il Draghetto che ha ricevuto tanti ossequi [chi se lo fosse perso se lo ritrova qui]. Ecco, a un passo da questo simpatico battente parlante troviamo il Ponte Vecchio che, con tanta immaginazione e unicorni, ci fa sentire un po’ sulla Moldava. 

Il Ponte Vecchio, che attraversa il torrente Bitto,  fu ricostruito nel 1883 per permettere il passaggio della Strada Regia (Colico – Sondrio), anche se esisteva già in tempi passati. La statua in stile barocco che adorna e impera sul ponte rappresenta San Giovanni Nepomuceno (che non si deve scambiare né con il Battista né con l’Evangelista). Questo santo, veneratissimo in Boemia, è spesso invocato contro le inondazioni: storicamente il Bitto ha allagato la cittadina più e più volte, infatti.  Sul basamento troviamo la data 1756 (il Nepomuceno diventò Santo nel 1729!!!) e lo stemma di Morbegno (la spada e le chiavi, simboli di Pietro e Paolo, ossia i patroni). L’artista che la scolpì fu Giovanni Battista Adami di Carona, appartenente alla prolifica stagione degli scalpellini ticinesi. Il San Giovanni Nepomuceno è stato un po’ turista: alla nascita fu posto nei Giardini Melzi (sempre affacciati sul torrente), poi posto sul ponte guardando le Alpi Orobie e, infine, rivolto verso il borgo.

San Giovanni Nepomuceno ha una storia da vera rockstar. Il Re Venceslao di Praga lo gettò nella Moldava dal Ponte Carlo nel 1393 (precisamente il 16 maggio, giorno della sua ricorrenza), perché, da presbitero, tenne per sé la confessione della regina Giovanna, che faceva le corna al marito. Il corpo del Santo venne trovato sulle rive del fiume circondato da una strana luce che, bando alle elezioni, aveva la forma di cinque stelle. 

Il modello artistico di tutte le statue rappresentanti questo Santo, tra cui la nostra, è la Statua di Jan Brokof del 1683 posta sul Ponte Carlo. La maniera in cui il soggetto abbraccia la croce, inoltre, è valsa all’opera morbegnese il nomignolo di San Giovanni Chitarrista o San Rock, in merito alla sua collocazione nella contrada San Rocco (che io porto nel cuore avendoci passato vari anni con una persona speciale).

Il Ponte Carlo e il Ponte Vecchio hanno anche delle analogie storiche non volute. Il celebre e romantico ponte di Praga ha sostituito un ponte più antico ceduto per un’inondazione. Delle trenta statue di questo ponte, quella ad aver conservato l’aspetto più originario è proprio quella di San Giovanni Nepomuceno (ed è anche quella che, toccata con la mano sinistra, porta fortuna per 10 anni). Ma non mi dilungherò in particolari intimi su Jan Nepomuceno, dato che la leggenda vuole che di notte la statua prenda vita nella capitale ceca!!!

Nel 1719 fu trovata la lingua del martire ancora intatta nella sua lapide presso la Chiesa di San Vito a Praga, perciò diventò la figura sacra per eccellenza in Boemia. Il suo culto si diffonde nel resto della Vecchia Europa grazie ai Gesuiti che, durante la Controriforma, a dispetto di alcuni filo-luterani, erano completamente a sostegno della confessione, del segreto e della sincera penitenza. Praga, così come la Valtellina, fu teatro della Guerra dei Trent’Anni (Defenestrazione //  Sacro Macello). Così, il San Giovanni di Morbegno, oltre a sorvegliare il fiume, va ad essere un dito medio rivolto verso i Governatori Grigioni di fede evangelica.

Ecco svelato il motivo per il quale, su Instagram, le mie foto di questo scorcio valtellinese sono etichettate #notinprague. Quanto amo i ponti e le persone che sanno trattenere i segreti!!!

*****[Specifico anche che è stato un prezioso regalo di compleanno :D]*****

❤ Miss Raincoat