Cronache da Amantea e dintorni

*Giorno 8*

Quasi agli sgoccioli, proprio quando mi stavo finalmente abituando al clima, al ritmo e prendendo l’aplomb vacanziero, mi sono presa un giorno per me. E la doccia, concendomene una bella lunga annessa di trucco e parrucco (ma solo a me al mare vengono i capelli come le Barbie usate?), spedendo pure la family nel giardino dell Hotel.

Chi ben comincia è a metà dell’opera!

In effetti, è stata una giornata sorprendente perché il #forseandiamodalloziogianni (Gianni è il mio -ormai famoso- genitore maschio) del piccolo Antonio, il figlio di mia cugina E., si è concretizzato con un pomeriggio/sera di family al quadrato.

Prima di cena (nella quale è stato coniato l’altro hashtag #nonvogliamopiùniente), siamo andati a goderci lo spettacolo naturale del Tirreno, il tramonto, quando il sole si tuffa nell’acqua rosso e fa sentire rossa anche te, nuda nei tuoi pensieri più sinceri.

Mi ha fatto ricordare anche questo quadro “Avvampante Giugno” di Sir Frederic Leighton

Mi ero ripromessa di lasciar passare l’estate e non parlare più d’amore per un po’. Quando hoscritto l’articolo che ho citato sopra, la sera stessa una persona nuova mi ha augurato una nuova buona notte. E poi sono partita per venire qui. Davanti ad un giorno che se ne ne stava andando, ho pensato di essere diventata adulta, ormai. Che riesco a fare pazzie senza farmi male, si chiama osare. Forse, si chiama anche vivere felici. Con regole, ma senza etichette (non siamo mica sottaceti!). E proprio quando non me lo aspettavo, nella scelta di vivermi ventiquattr’ore in libertà, mi è arrivata una notifica su Whastapp.

❤ Miss Raincoat

Quanto mi hai fatto fare tardi se l’amore è una partita noi siamo rimasti sopra gli spalti – quanto mi hai fatto fare tardi per vedere l’alba poi neanche mi guardi” – Nina Zilli

Inoltre

“Inoltre” è il titolo della mostra che esporrà le opere di Carla Chiusano dal 24 giugno al 31 luglio a Forte dei Marmi (LU), delle pagine di diario scritte sui muri come monito a non prendersi mai troppo sul serio.

Più Info sull’Artista

Inoltre è una parola che mi piace molto. E’ qualcosa che di giorno non faresti mai, perché lo sai che è nocivo, ti farà del male, ma che di notte fai per dormire in pace.

Certe volte agisco in apnea. La mia labile morale mi dice di non infilarmi nella tana del coniglio, però io ci casco dentro lo stesso. Dicono che per Amore ogni pazzia è lecita: vale anche l’autolesionismo? Nel senso, un amore che si rispetti non dovrebbe toglierti solo vestiti, fiato e la paura? Non è che, magari magari, mi è venuta la Sindrome di Stoccolma e mi sono innamorata del boia, che mi vuole staccare la testa ricoperta di capelli rossi, come le streghe? (Seh, magari fossi una strega, così, almeno, potrei fare incantesimi o produrre filtri d’amore… )

Inoltre, ci si infilano in testa le persone a caso. Le farfalle nello stomaco nascono in automatico e si nutrono della nostra intelligenza. Nessuno scriverebbe canzoni d’amore se filasse tutto liscio.

Perciò, è chiaro che nel buio della notte e nel chiarore dell’insonnia che la coerenza non esiste più. Ce l’abbiamo tutti quella maledetta persona che aspetteremmo nel segretume di un umido sottoscala, alle ore piccole, giusto per vederla solo cinque minuti.

Come down, I’m waiting

❤ Miss Raincoat

We do it in the dark, with smiles on our faces. We’re dropped and well concealed in secret places. We don’t fight fair

The Take Over, The Breaks Over dei Fall Out Boy

Piove e c’è il sole…

Oggi è una di quelle domeniche in cui mi sono svegliata tardissimo e mi sono catapultata per direttissima negli stravizi del consueto pranzo di famiglia, con una cervicale da finestra aperta notturna per il mucho calor, le occhiaie da panda – che nemmeno Clio Makeup saprebbe coprire – e le reminiscenze di un sabato sera bianconero. Fuori c’è il sole, quello troppo caldo di inizio giugno, ma anche un’ arietta pungente che sa di temporale passato o futuro. Così, è una di quelle domeniche in cui solo i London Grammar (e la Citrosodina) non m’innervosiscono.

Il miglior aggettivo che mi descrive è complicata.

Complicato /com·pli·cà·to/ aggettivo : Che presenta difficoltà (non sempre inevitabili) di comprensione o di orientamento

A volte, riesco a riempirmi di talmente tante paranoie da infastidirmi da sola. Addirittura, qualche volta non mi piaccio. Spesso, però, mi dico che se non fossi imperfetta sarei detestabile davvero e, forse, nemmeno umana. Sono tendenzialmente lunatica – il termine giusto sarebbe incongruente. Sono sensibile, anche se mi piace indossare spessi strati di cinismo. Detesto i romanticismi in stile Baci Perugina, però riesco a trovare tregua in un abbraccio. Riesco ad affezionarmi dopo fratti di secondo e darei la vita per le persone alle quali voglio bene. Amo tanto, mai a metà, pure quando bisognerebbe dichiarare fallimento, al costo di perdermi, consumarmi e andare in mille pezzi. Io sono un tipetto così, o ti volti e scegli di odiarmi, o chiudi la porta e decidi di amarmi. Le mezze misure, il rimanere sull’uscio sono quantomeno detestabili.

❤ Miss Raincoat

Hey now, letters burning by my bed for you/Hey now, I can feel my instincts here for you – “Hey Now” dei London Grammar