La Madonnetta di Pedemonte a Morbegno

La storia della Madonnetta di Morbegno inizia umile nel Cinquecento: era un affresco mariano su una casa privata, commissionato da un devoto contadino che rispondeva al nome di Romerio Petacco.

La leggenda vuole che il Petacco abbia desiderato questo dipinto per ricordare un’apparizione di Maria, che qui si è riposata prima di palesarsi anche a Tirano il 29 settembre 1504, lì  dove è sorto il celebre Santuario. Si tentò anche di trasferire l’affresco miracoloso nel Santuario dell’Assunta di Morbegno, però ritornava sempre al suo posto. La Madonna del Petacco (da poco restaurata grazie a un’iniziativa partita dall’arch. Paruscio e dal Gruppo Facebook “Sei di Morbegno Se”) è stata realizzata da un pittore itinerante ignoto in Stile Gotico (cfr. imponenza regale, colori accesi) con un accenno di Rinascimento nello ieratismo, nei dettagli scolpiti e nell’iconografia del bambino ritto e benedicente (Gesù indossa un copricapo tipico dei cavalieri, detto mazzocchio). Il dipinto è simile alla “Madonna con San Giuliano” già vista qui.

A partire dal Seicento, però, alla Madonna dipinta vengono attribuiti vari miracoli concernenti  guarigioni improvvise. Addirittura, un condannato a morte ebbe salva la vita grazie alla sua intercessione!

Quindi, molti accorrevano – anche da fuori Morbegno – per chiedere la grazia e, ex voto, lasciavano le loro offerte, qualche moneta nella bussola delle offerte. Ciò nonostante, la somma di denaro accumulato doveva essere consistente, se nel Settecento la Parrocchia e la Confraternita dei Disciplini (che aveva sede nel vicinissimo Santuario dell’Assunta) cominciarono a litigare. Chi doveva ritirare i contanti? Per anni le due parti bisticciarono e, infine, niente poco di meno che il Vescovo di Como, quasi a fine Ottocento, decise per la Parrocchia che – bisogna riconoscerlo – si sdebitò facendo costruire e decorare attorno all’affresco il tempietto che oggi possiamo ammirare.

Nel 1875, Giovanni Gavazzeni,  che abbiamo apprezzato anche qui,  è all’inizio della sua carriera e deve pensare a un’opera che unisca il passato al presente.  Nelle due volte ellittiche rappresenta due Angeli con Cartigli con gli epiteti che spiegano le due iconografie mariane: Mater Divinae Gratiae (interno) e Consolatrix Afflictorum (esterno). Nel timpano, invece,  dipinge una Madonna Eleusa, ossia l’antica versione della Madre di Dio e della Tenerezza, analoga e contraria alla Madonna del Petacco.

La scena, infatti appare dorata, tranquilla e dolce. Il colore che spicca è il blu del manto della Madonna, che la differenzia dal dipinto medievale (il blu è il simbolo del corpo terreno che cela l’anima divina della mulier gratia plena). Maria, come in tutti i dipinti, ha il volto della moglie del pittore; Gesù, d’altro canto, guarda verso il pittore, che voleva un figlio ma non l’ha potuto avere.

“Se pietoso tu sei o passegere o dammi un soldo o dimmi un Miserere” – dall’iscrizione nei pressi della Madonnetta e del Cimitero

❤ Miss Raincoat

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