Termoli

Continuiamo con la saga “Sto Bramando il Mare”…

Vi ricordate il meme sul Molise che non esiste? Beh, a quanto pare esiste e come!!! E’ una regione fatta di borghi storici e spiagge (sabbiose e basse, nella fattispecie). È una regione che non sta né al centro né al sud. Naturalisticamente, fa parte del bacino dell’Adriatico, vanta uno degli arcipelaghi più belli d’Italia (le Tremiti) e, nell’entroterra, è addolcita da colline e monti.

Termoli, nella provincia di Campobasso, è raggiungibile in treno facendo qualche scambio dalle stazioni principali (per noi nordici a Bologna o a Pescara). Questo inghippo è dovuto alla disconoscenza sopraccitata, perché in realtà la cittadina è un gioiello tutto da scoprire, oltre ad essere il principale porto della sua regione. Insomma, la meta nerd dove portare la morosa per fare bella figura!

Sfaccettature che non si possono perdere:

  • Una passeggiata al tramonto sul lungomare, buttando un occhio al promontorio roccioso dove si arrocca il centro storico;
  • Deliziare il palato con le specialità enogastronomiche: ovviamente pesce, peperoni (tra i quali la caponata e il brodetto di Termoli) e gli spaghetti alla chitarra, irrorando il tutto con un bianco, il Biferno;
  • Una passeggiata serale lungo le mura del centro storico, a picco sul mare;
  • Una visita al porto, dal quale ci si può anche imbarcare per le Isole Tremiti;
  • Una visita al borgo antico, situato su un promontorio roccioso e caratterizzato da viuzze, delle quali gli edifici più importanti sono la chiesa S.M. della Purificazione ed il Castello Svevo. Da Piazza S. Antonio, con la caratteristica fontana, il panorama è mozzafiato, dacché si tratta di una balconata;
  • Una visita ai trabucchi, ai piedi del castello, dove parte il percorso tra queste abitazioni antiche di pescatori, che permettevano l’attività anche durante la burrasca. Questo percorso costeggia le mura fino al porto;
  • Balneare nelle  spiagge: a nord S. Antonio e a sud Rio Vivo.

Nel centro storico di Termoli troviamo anche un bell’esempio di turismo sostenibile nell’esempio dell’albergo diffuso Locanda Alfieri. Le camere e gli spazi condivisi (come la hall e la sala colazioni) sono situate in edifici diversi, seppur molto vicini tra loro. L’albergo offre una soluzione b&b (ca. 80€ a notte su una matrimoniale + colazione inclusa) da abbinare a pasti presso ristorantini locali (i migliori, scelti da altri turisti,  li trovate qui). Inoltre, sono abbinate le convenzioni per gite alle Tremiti, anche con barche private, per battute di pesca e, ovviamente, visite guidate nel borgo.

#ilmolisenonesiste

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Ponza

Ho cominciato a bramare il mare. E non c’è nient’altro da aggiungere.

Ponza, isola del Mar Tirreno dell’arcipelago delle Pontine, è un’isola laziale fatta apposta per chi ama mangiare in riva al mare cristallino senza pensare a nient’altro. E per gli italiani che amano “parlà come magnano”. 

Sito ProLoco Ponza : qui potete trovare tutte le informazioni per fare i turisti fai-da-te, ma non impreparati. Inoltre, troverete varie alternative per l’alloggio (io consiglierei un b&b) e per mangiare bene.

Appunto, non è un’isola per turisti inesperti, perché gran parte delle cale (ossia le baie con acqua bassa) sono raggiungibili soltanto in barca. Però potrebbe valerne la pena per i fondali trasparenti, meravigliosi anche per chi, come me, di immersioni non ne ha mai voluto sentir parlare (è un handicap mentale, lo so!!!). Inoltre, l’isola è anche ricca di cultura, dal porto romano, alle ville imperiali fino alle tante architetture del periodo borbonico. Insomma, è un luogo dove i panorami da immortalare nella memoria sono molteplici, soprattutto al tramonto data la posizione a ponente.

Come periodi consiglierei di evitare luglio ed agosto (nel periodo estivo meglio giugno o settembre), quando Ponza è letteralmente assalita dai turisti.

Ponza, come già detto prima, si raggiunge in traghetto tutto l’anno dai porti laziali di Formia, Anzio e Terracina. Da inizio aprile a fine settembre i collegamenti sono molto frequenti. Per quanto riguarda Formia, si raggiunge con un treno regionale da Roma. Il tragitto in traghetto (compagnia Laziomar) dura 2 ore e 30 minuti.

Spiagge

La più famosa è Cala di Luna (come la forma della sua falesia, ossia la caratteristica scarpata ripida), libera e raggiungibile tramite la strada provinciale, grazie a un tunnel di epoca romana – attualmente però è chiusa per il costone pericolante. Da raggiungere a piedi dal porto, la Baia di Bagno Vecchio (+ necropoli romana) che è sassosa; sempre dal porto Cala Feola che invece è sabbiosa (una delle poche), con anche piscine naturali e ristorantini tipici. La spiaggia più cool è il Frontone (con sentiero da porto o taxi marittimo), famosa per il “tempio naturale” di roccia bianca; è giovanile perché dal tramonto è una discoteca all’aperto e di giorno è un lido attrezzatissimo. I romantici apprezzeranno Cala del Core, libera e tranquilla, ma raggiungibile solo con il taxi marittimo.

Arte

Il primo impatto con l’isola è ovviamente il porto borbonico a forma di ferro di cavallo, dove, tra gli antichi edifici commerciali rossi, spicca il giallo tenue del Municipio. La chiesa che, con la sua cupola, domina mare e centro storico è intitolata ai Santi Silverio e Domitilla. Oltre per le sue dimensioni e per le sue opere d’arte (un mosaico + imitazione affreschi Cappella Sistina), è ricordata per le Feste del Patrono (dal 10 al 20 giugno) durante le quali le processioni lungo le vie si intervallano a giochi pirotecnici (che è una delle tradizioni che se si va al Sud non si possono tralasciare di vivere). Gli edifici che caratterizzano Ponza sono dette “case nella grotta”, degli edifici scavati nella roccia e abitati fin dalla preistoria. Il luogo migliore per osservarle è il quartiere Le Forna, raggiungibile in autobus dal porto. Lì ci troveremo davanti a case imbiancate di calce e, al contempo, addossate al tufo.

Idee per Gite Naturalistiche

  •  Giardino Botanico (gratis, ma su appuntamento): sulla Collina del Belvedere raggiungibile a piedi dal Centro. Il panorama mozzafiato è sui Faraglioni della Madonna.in sé si tratta di un giardino acquatico.
  •  Grotte di Pilato – a 10 minuti in barca dal porto. Sono cunicoli scavati nella roccia e sommersi da acque cristalline. Si visitano in barca.

 

Pare che l’isola di Ea, dove Ulisse incontra l’omerica maga Circe, sia da collocarsi proprio in questo magnifico angolo italico…

“E arrivammo all’isola Ea: vi abitava Circe dai riccioli belli, dea tremenda con voce umana” – dall’Odissea

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“Ravello” di Peder Mork Monsted

Mønsted è uno dei più celebrati pittori danesi del Ventesimo secolo. In Italia lo ricordiamo volentieri perché è riuscito a trasmettere bene la sua passione per il Mar Mediterraneo, per il suo sole e per suoi i colori vivaci, difficilmente catturabili altrove.

Nato da un costruttore navale, prese lezioni di pittura fin da bambino. Il suo mestiere artistico lo portò a viaggiare: Copenaghen, Roma, Capri, Algeria, Grecia, Baviera, Svizzera e  Francia furono, a grandi linee, le sue case.

Questo artista può essere definito impressionista, poiché si concentrò sui paesaggi all’aperto e sullo studio delle cromie; tuttavia, il suo processo creativo si basa su una contemplazione, ben lungi dal rappresentare l’irripetibilità di un attimo fuggente.

Per riassumere la dialettica del pittore nordico possiamo utilizzare le parole poesia, luce e dettaglio. E’ il caso di dire che Mønsted riesce a farci viaggiare soltanto con un’immagine.

In questa composizione veniamo avvolti dal clima mediterraneo della Costiera Amalfitana (nello sfondo: a sinistra i Monti di Scala e a destra il Golfo di Salerno). Ravello  richiama da sempre l’attenzione di intellettuali, colpiti dal fascino dell’architettura delle ville qui ubicate.

Il genio sta nel essere riuscito a rendere l’idea dell’atmosfera del Sud Italia, tanto che  quasi si sentono le cicale cantare e l’odore della salsedine. Come accennavamo all’inizio del post, questa magia avviene grazie alla giustapposizione dei dettagli, che non sono altro che una sorta di metonimia della Costiera: l’albero di limoni sotto la terrazza, le ceramiche di Vietri, il secchio con le alici, la pergola per la vite… e, infine, una madre e una figlia che raccolgono un filo rosso in un gomitolo, come due streghe che si tramandano le ricette dei filtri d’amore.

Copenaghen è una delle mie città preferite, però il Sud Italia è difficile da spiegare a parole così come l’ha fatto Peder Mork Mønsted con la sua tavolozza tranquilla e sognante.

Hai presente quando la sabbia scotta, ma tu te ne freghi perché tanto sai che stai correndo verso il mare? Ecco bisognerebbe vivere così.

Altre opere di Monsted

**1926, The Bridgeman Library (Londra)

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Cronache da Amantea e dintorni

*Giorni 7 e 9*

Amantea ospita anche un’oasi blu del WWF, che tutela la fauna e la flora degli Scogli di Isca e Coreca.

Come già ammesso, non sono una fan del turismo balneare in stile lucertola, però sono stata contenta di poltrire un po’ sul lettino e di non dovermi sentire tutta la sabbia appiccicata addosso (dato che qui non è fine, ma grossa, tendente a sassolini). A sorpresa (seh, in realtà è per i chili di crema solare +50 kids) non mi sono nemmeno tanto scottata e ho pure fatto il bagno più di una volta, anche se ho trovato meno rischioso sedermi sugli scogli e prendermi addosso le onde quando s’infrangevano. Insomma, dato che sembro sempre seduta su una distesa di puntine, più che altro, mi sono fatta innumerevoli passeggiate sulla battigia, che soltanto il venditore ambulante di ciambelle ha macinato più chilometri di me!

Però, che spettacolo impagabile ed indescrivibile il Mare Nostrum!

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Parco Scogli Isca e Coreca