Turismo Enogastronomico – Estate 2018

Cose a random che ho scoperto durante questa torrida estate

Sono una grande fan del turismo enogastronomico. E degli aperitivi. E delle paste lievitate. Mantenere la linea è una delle cose alle quali bado, anche se non mi piace.

Al primo posto della classifica dei cibi c’è la pinsa.

La pinsa non è una pizza ma una focaccia salata, tipica dello street food laziale (ma anche quei dove magnà è sacrosanto diritto), con una crosta leggera e croccante e più soffice all’interno. La sua origine è antichissima: veniva impastata e spianata (pinsere = allungare) già dalle antiche popolazioni laziali. Nell’Antica Roma era il pasto dei poveri contadini che la utilizzavano anche per accattivarsi la benevolenza degli dei. In effetti, anche Virgilio la cita nell’ “Eneide”, nel passo in cui il re Lavinio accoglie Enea nei pressi di Roma. Oggi la pasta di questa focaccia viene realizzata con un mix di farine (miglio, orzo e farro), sale, erbe aromatiche, lievito madre e molta acqua (80%); può essere bianca o rossa.  Questi ingredienti e la lievitazione che supera le 24 ore la rendono davvero molto digeribile.

Al primo posto della classifica delle birre (perché la birra fa irrimediabilmente estate) c’è la Andechser Export Dunkel.

Dalla Capitale ci spostiamo in Baviera, al sud della Germania. Andechs è una ridente paesino sulla cui sommità si può trovare un antico Monastero benedettino in stile barocco, dove l’ora et labora è stato tradotto in birra d’eccellenza.  La Export Dunkel è una birra color rosso castagna, con una schiuma consistente ma dai pori sottili (alcool 4,9%) . Non sono ovviamente un’esperta espertissima, però mi è parso che sapesse di malto, frutta secca, uva passa/caramello e cacao.

Ricetta Pinsa Romana

Sito Ufficiale Andechs (in italiano)

❤ Miss Raincoat

 

Ti Amo/Ma Quanto Mi Costi?

Danimarca: patria di Sirene e Musei Statali gratuiti (sempre, non solo la prima domenica del mese). Ma perché in Italia non si può? Perché nella Terra in cui è stata inventata l’Arte non è un diritto sacrosanto passare del tempo nei Musei? La risposta è quasi semplice: il nostro Partimonio è ampio, prezioso e l’introito per manutenzione/mantenimento/tasse viene in buona parte dal costo (spesso altino) dei biglietti. E quanto sono visitabili, raggiungibili ed accessibili sul serio i 10 Musei Italiani più gettonati nel 2017?

[l’ordine è in base alle entrate; il costo indicato è del biglietto intero – Per me, vince la Pinacoteca di Brera, sia quel che sia!!!]

  1. Palazzo Ducale a Venezia    il percorso nelle stanze del Palazzo del Doge, comprese le prigioni, costa 20€. L’edificio si trova in posizione centralissima, in Piazza San Marco.
  2. Galleria degli Uffizi a Firenze  la collezione di questo museo è molto ampia e spazia tra tutta la Storia dell’Arte dell’Occidente. Il costo di 20€ scende a 12€ da novembre a febbraio. La struttura è ben collegata alla Stazione “Santa Maria Novella” e vi dista 20 minuti a piedi.
  3. Museo Nazionale del Bargello a Firenze  la gipsoteca rinascimentale ha un costo di 9€ e può essere raggiunta dalla Stazione “Santa Maria Novella” molto facilmente tramite mezzi pubblici o in 15 minuti di camminata.
  4. Galleria dell’Accademia a Firenze  il museo celebre per il David di Michelangelo costa 8€ e può essere raggiunto dalla Stazione molto facilmente tramite mezzi pubblici o in 10 minuti di camminata.
  5. Museo Egizio a Torino la più grande raccolta di materiale sulla Cultura Egizia, dopo Il Cairo, costa 15€. Dalla Stazione “Porta Nuova” dista 10 minuti a piedi.
  6. Galleria Borghese a Roma la raccolta della celebre famiglia papale è molto ampia e poco riassumibile; una delle opere più conosciute è la Paolina Borghese di Canova. Il costo di 15€ va sommato al fatto che, dalla Stazione “Termini” la corsa di pullman – che dura 20 minuti – viene effettuata ogni 5 minuti ca.
  7. Acquario a Genova  il museo acquatico più grande e ricco di specie d’Europa costa 26€. Il costo è ammortizzato dalla posizione: la fermata di metro che ci porta alla Stazione Ferroviaria è a pochi passi – lo spostamento in metro dura 15 minuti.
  8. Museo Archeologico Nazionale a Napoli la collezione che illustra l’Epoca Romana costa 12€ ed è molto vicino alla fermata della metro che ci porta alla Stazione Ferroviaria – lo spostamento in metro dura 20 minuti.
  9. Scuderie del Quirinale a Roma  uno tra i palazzi più politici dell’Italia è anche un meraviglioso edificio che ospita varie mostre temporanee. Il costo è di 15€ e la sua posizione è raggiungibile in 20 minuti di pullman dalla Stazione “Termini” o a piedi circa nello stesso tempo.
  10. Pinacoteca di Brera a Milano  la raccolta del capoluogo lombardo include capolavori come Il Bacio di Hayez, Cena in Emmaus di Caravaggio, Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, la Pala Montefeltro di Piero Della Francesca, il Cristo Morto di Mantegna… Il suo costo è di 10€. Si trova a pochi passi dalla fermata della metro che lo collega alla Stazione Ferroviaria – lo spostamento in metro dura 15 minuti ca.

 

E questa pubblicità della SIP? Ve la ricordate? “Mi ami? Ma quanto mi ami?”

❤ Miss Raincoat

Orvieto

La domanda più intelligente che mi è stata posta durante il periodo di festeggiamenti apocalittici per il mio compleanno è stata “Ti posso regalare un viaggio? Dove vorresti andare?”. Non so per quale motivazione, ma – di getto – ho nominato Orvieto.

Le motivazioni, in realtà, sono queste…
1. La Raggiungibilità

Orvieto è raggiungibile con i mezzi pubblici (treno) prendendo la Freccia Rossa fino a Firenze – Santa Maria Novella e un Regionale Veloce fino a Orvieto – Scalo. Il viaggio a/r costa attorno ai 100 € (io consiglierei anche di organizzarsi per rimanere un’oretta nei pressi della stazione omaggiata da Pupo). Con i mezzi propri si può arrivare a Orvieto – Scalo, precisamente in Piazza della Pace e trovare un parcheggio gratuito (per ogni tipo di veicolo e munito di servizi – 450 posti) ad un passo dalla Funicolare (in Piazza Matteotti). La Funicolare, proprio dirimpetto alla Stazione Ferroviaria insieme alla Stazione dei Bus (per le altre mete umbre), ci permette di raggiungere Piazza Cahen, dove è situata la “vera” Orvieto. Il costo del biglietto della funicolare è 1,30€ (gratis fino ai 6 anni – validità 90 minuti) lo stesso biglietto dà diritto di usufruire dei minibus che portano da Piazza Cahen al Duomo o a Corso Cavour – le corse di funicolare e minibus si effettuano ogni 10 minuti dalle 8,00 alle 20,30. Il Duomo o Piazza Cavour distano 10 minuti a piedi. 

2. La Geografia e il Paesaggio

Orvieto, in provincia di Terni, è situata nella parte occidentale dell’Umbria a 325 metri di altitudine. La rupe tufacea sulla quale è abbarbicata domina la valle dei fiumi Paglia e Chiani. La nebbiolina magica dalla quale è spesso avvolta la fa sembrare l’Olimpo di Pollon. Il suo Centro Storico, invece, è un dedalo di viuzze antichissime.

3. L’Arte alla Portata di Tutti 

Quello che farei io ad Orvieto è scegliermi un paio di monumenti da visitare approfonditamente e, in seguito, concedermi i cosiddetti giri turistici (che i più intellettuali chiamano il sightseeing) e, dato che ci sono, di esplorare i negozi di artigianato locale (celebre per le ceramiche e per il vino). 

I monumenti orvietani che destano la mia curiosità sono il Duomo e il Pozzo di San Patrizio. L’ingresso al Duomo, compreso di Cappella di S. Brizio, costa 4€ (se si aggiunge 1€ si possono visitare anche il Museo dell’Opera nei Palazzi Papali e la gipsoteca presso S. Agostino). Per scendere dentro al Pozzo il biglietto è di 5€. Le entrate sono acquistabili nelle biglietterie in loco.

Vicino a Piazzale Cahen troviamo il Tempio Etrusco(che si trova all’interno di un giardino pubblico) il Pozzo di San Patrizio e la Fortezza dell’Albornoz. Proseguendo un po’ verso est della piazza ci troviamo alla Porta Rocca, che è anche un’ampia balconata sulla vale e sulle mura antiche. Il Pozzo di San Patrizio, che garantì ad Orvieto l’acqua anche in caso d’assedio, è collocato alla fine di un viale alberato.

Attorno a Piazza Duomo troviamo, da una parte, l’importante chiesa e, di fronte, la Torre di San Maurizio con orologio (a sinistra) e il Palazzo dei Papi/Soliano sede del Museo dell’Opera (a destra). Il Duomo è considerato un capolavoro del Medioevo e uno dei rari esempi di Gotico Italiano. Ce ne accorgiamo anche solo ammirando l’esterno, costernato da rilievi, portali e quei magnifici affreschi su fondo oro in facciata. Eppure, non si può lasciare Orvieto senza aver visto le Scene dei Dannati di Luca Signorelli nella Cappella della Madonna di San Brizio. Il Duomo conserva anche la reliquia della Porziuncola, un lembo di lino sul quale il vino eucaristico si sarebbe tramutato in sangue. 

In Corso Cavour, dove potremo ammirare anche il Palazzo dei Sette e la Torre del Moro, possiamo anche pernottare presso l’Hotel Corso (offre anche la possibilità di mezza pensione presso un ristorante convenzionato; in modalità b&b costa ca. 50€  in una doppia)

Per le nostre passeggiate non possiamo dimenticare Piazza del Popolo (con il Palazzo del Capitano e la romanica Chiesa di San Rocco), Piazza della Repubblica (con il Municipio e la torre campanaria dodecagonale  della Chiesa di Sant’Andrea), Via Malabranca, che ha un panorama imperdibile, verso Via della Cava (+ Chiesa di San Giovenale e ex chiesa conventuale di Sant’Agostino) e di Via Ripa Serancia (con le caratteristiche case in tufo).

[Per maggiori informazioni circa il soggiorno e i siti turistici qui

 

** Tanti auguri di Buon Compleanno a mia Sorella (per domani ), che ha ispirato questo post (oggi). I love you **

❤ Miss Raincoat

 

 

 

Termoli

Continuiamo con la saga “Sto Bramando il Mare”…

Vi ricordate il meme sul Molise che non esiste? Beh, a quanto pare esiste e come!!! E’ una regione fatta di borghi storici e spiagge (sabbiose e basse, nella fattispecie). È una regione che non sta né al centro né al sud. Naturalisticamente, fa parte del bacino dell’Adriatico, vanta uno degli arcipelaghi più belli d’Italia (le Tremiti) e, nell’entroterra, è addolcita da colline e monti.

Termoli, nella provincia di Campobasso, è raggiungibile in treno facendo qualche scambio dalle stazioni principali (per noi nordici a Bologna o a Pescara). Questo inghippo è dovuto alla disconoscenza sopraccitata, perché in realtà la cittadina è un gioiello tutto da scoprire, oltre ad essere il principale porto della sua regione. Insomma, la meta nerd dove portare la morosa per fare bella figura!

Sfaccettature che non si possono perdere:

  • Una passeggiata al tramonto sul lungomare, buttando un occhio al promontorio roccioso dove si arrocca il centro storico;
  • Deliziare il palato con le specialità enogastronomiche: ovviamente pesce, peperoni (tra i quali la caponata e il brodetto di Termoli) e gli spaghetti alla chitarra, irrorando il tutto con un bianco, il Biferno;
  • Una passeggiata serale lungo le mura del centro storico, a picco sul mare;
  • Una visita al porto, dal quale ci si può anche imbarcare per le Isole Tremiti;
  • Una visita al borgo antico, situato su un promontorio roccioso e caratterizzato da viuzze, delle quali gli edifici più importanti sono la chiesa S.M. della Purificazione ed il Castello Svevo. Da Piazza S. Antonio, con la caratteristica fontana, il panorama è mozzafiato, dacché si tratta di una balconata;
  • Una visita ai trabucchi, ai piedi del castello, dove parte il percorso tra queste abitazioni antiche di pescatori, che permettevano l’attività anche durante la burrasca. Questo percorso costeggia le mura fino al porto;
  • Balneare nelle  spiagge: a nord S. Antonio e a sud Rio Vivo.

Nel centro storico di Termoli troviamo anche un bell’esempio di turismo sostenibile nell’esempio dell’albergo diffuso Locanda Alfieri. Le camere e gli spazi condivisi (come la hall e la sala colazioni) sono situate in edifici diversi, seppur molto vicini tra loro. L’albergo offre una soluzione b&b (ca. 80€ a notte su una matrimoniale + colazione inclusa) da abbinare a pasti presso ristorantini locali (i migliori, scelti da altri turisti,  li trovate qui). Inoltre, sono abbinate le convenzioni per gite alle Tremiti, anche con barche private, per battute di pesca e, ovviamente, visite guidate nel borgo.

#ilmolisenonesiste

❤ Miss Raincoat

 

Ponza

Ho cominciato a bramare il mare. E non c’è nient’altro da aggiungere.

Ponza, isola del Mar Tirreno dell’arcipelago delle Pontine, è un’isola laziale fatta apposta per chi ama mangiare in riva al mare cristallino senza pensare a nient’altro. E per gli italiani che amano “parlà come magnano”. 

Sito ProLoco Ponza : qui potete trovare tutte le informazioni per fare i turisti fai-da-te, ma non impreparati. Inoltre, troverete varie alternative per l’alloggio (io consiglierei un b&b) e per mangiare bene.

Appunto, non è un’isola per turisti inesperti, perché gran parte delle cale (ossia le baie con acqua bassa) sono raggiungibili soltanto in barca. Però potrebbe valerne la pena per i fondali trasparenti, meravigliosi anche per chi, come me, di immersioni non ne ha mai voluto sentir parlare (è un handicap mentale, lo so!!!). Inoltre, l’isola è anche ricca di cultura, dal porto romano, alle ville imperiali fino alle tante architetture del periodo borbonico. Insomma, è un luogo dove i panorami da immortalare nella memoria sono molteplici, soprattutto al tramonto data la posizione a ponente.

Come periodi consiglierei di evitare luglio ed agosto (nel periodo estivo meglio giugno o settembre), quando Ponza è letteralmente assalita dai turisti.

Ponza, come già detto prima, si raggiunge in traghetto tutto l’anno dai porti laziali di Formia, Anzio e Terracina. Da inizio aprile a fine settembre i collegamenti sono molto frequenti. Per quanto riguarda Formia, si raggiunge con un treno regionale da Roma. Il tragitto in traghetto (compagnia Laziomar) dura 2 ore e 30 minuti.

Spiagge

La più famosa è Cala di Luna (come la forma della sua falesia, ossia la caratteristica scarpata ripida), libera e raggiungibile tramite la strada provinciale, grazie a un tunnel di epoca romana – attualmente però è chiusa per il costone pericolante. Da raggiungere a piedi dal porto, la Baia di Bagno Vecchio (+ necropoli romana) che è sassosa; sempre dal porto Cala Feola che invece è sabbiosa (una delle poche), con anche piscine naturali e ristorantini tipici. La spiaggia più cool è il Frontone (con sentiero da porto o taxi marittimo), famosa per il “tempio naturale” di roccia bianca; è giovanile perché dal tramonto è una discoteca all’aperto e di giorno è un lido attrezzatissimo. I romantici apprezzeranno Cala del Core, libera e tranquilla, ma raggiungibile solo con il taxi marittimo.

Arte

Il primo impatto con l’isola è ovviamente il porto borbonico a forma di ferro di cavallo, dove, tra gli antichi edifici commerciali rossi, spicca il giallo tenue del Municipio. La chiesa che, con la sua cupola, domina mare e centro storico è intitolata ai Santi Silverio e Domitilla. Oltre per le sue dimensioni e per le sue opere d’arte (un mosaico + imitazione affreschi Cappella Sistina), è ricordata per le Feste del Patrono (dal 10 al 20 giugno) durante le quali le processioni lungo le vie si intervallano a giochi pirotecnici (che è una delle tradizioni che se si va al Sud non si possono tralasciare di vivere). Gli edifici che caratterizzano Ponza sono dette “case nella grotta”, degli edifici scavati nella roccia e abitati fin dalla preistoria. Il luogo migliore per osservarle è il quartiere Le Forna, raggiungibile in autobus dal porto. Lì ci troveremo davanti a case imbiancate di calce e, al contempo, addossate al tufo.

Idee per Gite Naturalistiche

  •  Giardino Botanico (gratis, ma su appuntamento): sulla Collina del Belvedere raggiungibile a piedi dal Centro. Il panorama mozzafiato è sui Faraglioni della Madonna.in sé si tratta di un giardino acquatico.
  •  Grotte di Pilato – a 10 minuti in barca dal porto. Sono cunicoli scavati nella roccia e sommersi da acque cristalline. Si visitano in barca.

 

Pare che l’isola di Ea, dove Ulisse incontra l’omerica maga Circe, sia da collocarsi proprio in questo magnifico angolo italico…

“E arrivammo all’isola Ea: vi abitava Circe dai riccioli belli, dea tremenda con voce umana” – dall’Odissea

❤ Miss Raincoat

Un weekend a Bari

Se Parigi avesse il mare, sarebbe una piccola Bari” – proverbio barese

Forse, il detto popolare ci calca un po’ la mano con il campanilismo, ma Bari è encomiabile per essere una città di mare del meraviglioso Sud italico e con tutte ‘e cose del centro storico da vedere a piedi.

Vediamo come potrebbe essere organizzata una toccata e fuga nel capoluogo pugliese…

La Stazione di Bari Centrale (in Piazza Moro) è raggiungibile con Frecciarossa di Trenitalia , che è la soluzione che consigliamo, perché non dista che un chilometro circa dal centro storico. Tuttavia la città ha anche un aeroporto. Bari è servita dal trasporto autobus gestito da Amtab (biglietto: ordinario singolo 1,00 € – giornaliero 2,50 €).

Altre Info (Ristoranti, Bar, Pub, Alberghi, Noleggio, Tour Organizzati…)

I  luoghi imperdibili di Bari
  1. Basilica di San Nicola – In questo suggestivo edificio religioso in stile romanico riposano le spoglie di Babbo Natale e si praticano ambo i riti cattolici e ortodossi (aperta tutti i giorni dalle 7 alle 20 – il Museo del Tesoro adiacente costa 3,00€)
  2. Bari Vecchia (Quartiere San Nicola) – Le vie che si snodano dal porto vecchio a quello nuovo sono intricate quanto un labirinto e sono tappezzate di chianche (pietre del selciato). Questo quartiere è cinto da mura e vi svetta il Castello Normanno, ma vi sono anche numerose chiese. Alla sera è qui che si scatena la movida barese.
  3. Lungomare – in stile Liberty, fu inaugurato in epoca fascista ed è caratterizzato da eleganti palazzi, parchi e una meravigliosa vista sul Mar Adriatico.
  4. Castello Normanno Svevo – l’edificio fu innalzato per proteggere la città guardando minaccioso verso il mare, come la Basilica in stile Romanico. La costruzione comprende il celebre mastio di Federico II, un ponte sul fossato, un portale gotico ed un cortile rinascimentale; al pianterreno troviamo una gipsoteca dei calchi delle architetture pugliesi (aperto tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle 8,30 alle 19,30 – 3,00 € + gratis da 0 a 18 anni)

Una gita fuori-porta potrebbe essere…

ad Alberobello, il paese dei trulli a 55 km da Bari – si può raggiungere noleggiando un mezzo tramite la S.S. 16 – uscita a Monopoli – S.P. verso Alberobello.

Insomma, abbiamo messo ‘u quadre mmenze a la chiazz [il quadro – di S. Nicola – in mezzo alla piazza, è un’espressione per riferirsi a un segreto rivelato]

❤ Miss Raincoat

 

 

Back to the City: Milano

[Citazione] Milano non piace quasi a nessuno di quelli che ci vivono. Non amano il ritmo che li spinge sempre di corsa. Hanno problemi di stomaco per i panini alla piastra e i piattini di verdura. Non sopportano la puzza di piscio dei sottopassaggi, l’odore del vomito dei tossici, il lastricato di preservativi nelle viuzze, la moquette di cacche di cane. Sognano il verde e trovano solo qualche albero morente e i parchi strapieni di polizia pronta a dirti che non sta bene sedersi sulla poca erba a farti i cavoli tuoi. Sono disorientati dalla mancanza di punti di ritrovo, dalle poche piazze senza panchine, dagli stili architettonici accrocchiati, dalle case a forma di cubo, di ananas, di pigna, di finto rococò e finto gotico. Non capiscono che Milano non è una città, ma un grumo di lava che ha subito tutte le Furie. Che è sterile, come il deserto, e per starci bisogna essere attrezzati. Che non è adatta ai dilettanti. Per questo la amo. (Sandrone Dazieri)

Come arrivare a Milano e non perdersi?

Io viaggio Ovunque in Lombardia è un biglietto cumulativo che permette di usufruire di tutti i trasporti pubblici. Il giornaliero costa 16,00 € , va obliterato alla prima stazione dell’itinerario e vale fino alla mezzanotte. Anche se non può essere acquistato online, non ha scadenza e, quindi,  può essere comprato in tutte le stazioni lombarde sia con anticipo sia in ritardissimo (infatti, si può anche obliterare manualmente scrivendo stazione, data e ora in un apposito spazio prestampato sul biglietto). Se il vostro dubbio è come ovviare il problema dei tornelli automatici della Metro o simili, niente paura, perché basta passare in quelli concepiti per i disabili, ossia quelli con il simbolo della carrozzina. Per non sbagliare treno nelle Stazioni un po’ più grandi di quelle di provincia, invece,  badate sempre di controllare sul tabellone sia il Gate (contrassegnato con lettera) sia il binario (contrassegnato con numero)

Schema Metro Milano – (Stazione centrale – Duomo è la Gialla/Comasina)

Si risparmia davvero con IO VIAGGIO?

Io devo fare una tratta in treno di 1h  e 49min fino in Stazione Centrale e utilizzare la Metro per andare in Centro. A/R in treno mi costerebbe 9,20 € x2 + 2 biglietti urbani ATM 1,50 €  minimo x2 (considerando che 1 biglietto = 1 entrata in metro) – vado a risparmiare 6 euro ca. se utilizzo una sola volta la metro. Bisogna un po’ farsi i calcoli, perciò.

Una passeggiata intorno al Duomo

A Milano c’è davvero molto da fare e da vedere, che un post unico ovviamente non basterebbe. La Stazione Centrale stessa è un monumento. La Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, il Teatro della Scala, San Satiro, Sant’Ambrogio, Santa Giustina ad Affori (che ho recentemente scoperto), il Museo della Scienza e della Tecnica …. [potremmo andare avanti delle ore]

Per chi non è mai stato a Milano, per chi ci ritorna dopo secoli, per chi ne sente la nostalgia, per chi pensa che Milan l’è semper Milan, la Piazza Duomo, però, è sempre la meta di pellegrinaggio più simbolica.

Scendendo dalla Metro, ci si trova di fronte alle guglie del simbolo di Milano, il Duomo dedicato a S.Maria Nascente. La caratteristica distintiva dell’edificio, oltre alla sapiente fusione di Gotico e di Romanico Lombardo, è la straordinaria abbondanza di sculture dell’esterno (busti, giganti, mostri e, infine, le guglie di coronamento). La celebre Madonnina segna il punto più alto della chiesa, 4,16 metri.Attraverso l’ascensore contenuto nel contrafforte est del braccio nord del transetto si può accedere alle terrazze del Duomo, dalle quali si gode una straordinaria vista sul fitto ricamo di guglie e sulla città. Ovviamente, essendo un monumento importante, consideriamo che, all’entrata, verremo sottoposti a un controllino d’ordinanza!

Sito Ufficiale

Alla destra del Duomo, troviamo lo store Mondadori, celebre per le presentazioni/firma copia, ma anche il paradiso per i mangialibri + amanti delle cianfrusaglie da cartoleria.

Più Info

A sinistra del Duomo troviamo la Galleria Vittorio Emanuele (** in foto).  Considerata, per l’eleganza e per la presenza di negozi di lusso, il salotto di Milano. Viene considerata anche l’archetipo dell’Architettura del Ferro e delle Gallerie Commerciali ottocentesche.

Storia e Arte

Sempre proseguendo lungo il lato sinistro dell Duomo troviamo le Terrazze Aperol [nel mezzo l’H&M] e la Rinascente.

Le Terrazze Aperol trovano spazio nella sede storica del Caffè Motta, nato nel 1928. Per tre generazioni di milanesi il Caffè Motta ha rappresentato  di ritrovo, per la borghesi, intellettuali, studenti ed artisti . In questo momento è la location più cool per il rito dell’aperitivo con lo Spritz.

Sito Ufficiale

La Rinascente è il primo negozio italiano di abiti già confezionati, sorto a Milano, imitando Parigi, nel 1889.

Sito Ufficiale

A tal proposito, ho visto la borsa di Monet  firmata Louis Vuitton della quale mi sono innamorata (che costa solo 2100 euro)! 

Dove mangiare bene per una cifra non esosa in centro?

(Niente McDo il giorno dopo la palestra! Comunque, troviamo il FastFood davanti al Duomo e alle Palme!)

Replay Si trova in Piazzetta Pattari, parallela a Corso Vittorio Emanuele, tra Piazza Duomo e Piazza San Babila. È un locale carino e tranquillo, che permette stare in relax mentre fuori regna il caos (è molto frequentato ma l’attenzione per i clienti è encomiabile). Il locale ha anche un arredamento che mi è piaciuto molto, specie le lampade con i limoni!!! Si può mangiare sia all’aperto sia all’interno, tempo permettendo. I prezzi sono adeguati al centro di Milano –  sui 20/30 euro una portata, dolce, caffé, bibite varie e coperto (3€). Le specialità sono la carne, la pizza cotta a forno a legna e… il ricco carrello dei dolci. (Grazie a chi ci ha consigliato questo posto da non-giargiana!!!)

 

 

sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man/canten tucc “lontan de Napoli se moeur”/ma po’ i vegnen chi a Milan

❤ Miss Raincoat

Una domenica a Como

Domenica scorsa sono tornata nella città che mi ha dato i natali (ma anche alcune pasque trascorse a mangiare gli arancini di zia Maria come antipasto). Lo so, da concittadina di Alessandro Volta, dovrei contraddistinguermi, se non per il genio, almeno per un  po’ più di tempra. Comunque, ci tenevo a ringraziare i miei Ciceroni P. e G. e anche Fabri Fibra per averci dato lo spunto per certe “eleganti e intelligenti” conclusioni (#stavocollibanese). 

collage

Il capolavoro indiscusso di Como è ovviamente il Duomo (**cfr. foto in copertina). Non vorrei fare la (Barba)rossa della situazione, ma vince  su quello di Milano. Fu costruito  a fine Trecento in sostituzione a una cattedrale precedente e ciò che mi stupisce è il contrasto tra il corredo scultoreo quattrocentesco di Tommaso Rodari (presente anche a Morbegno nell’esterno dell’Assunta), la cupola barocca di Filippo Juvarra e l’azzurro di un cielo di fine estate. 

Nel collage in alto troviamo, in senso orario:

  • Porta Torre – fortezza realizzata per difendere l’ingresso di Como, ai tempi di Federico Barbarossa (è un esempio  interessante di architettura militare romanica)
  • Chiesa della SS. Annunciata (meglio conosciuta come Del Crocifisso) -(già S. Pietro Celestino). Nell XIV sec. chiesa dei monaci Celestini, crebbe come Santuario per via del Crocifisso donato nel 1401 ai Confratelli dai pellegrini romei ,specie dopo il Miracolo delle Catene Spezzate al Ponte di S. Bartolomeo nel 1529; alcuni degli stucchi interni settecenteschi sono di Stefano Salterio da Laglio (che troviamo nella facciata del San Giovanni a Morbegno). La facciata è ottocentesca; il gruppo dell’Annunciazione è del 1871, in particolare. L’Ossario risale alla Peste del 1630.
  • Chiesa di S. Eusebio – è la chiesa dove si sono sposati mamma e papà. Le sue origini sono medievali, benché il finestrone termale (ampio semicerchio tripartito) sia seicentesco ed il pronao settecentesco; neanche a farlo apposta, nella prima cappella a destra troviamo un dipinto del valtellinese Eliseo Fumagalli, la “Comunione di S. Luigi Gonzaga”  (nell’ angolo in basso a sinistra la Casa dove il mio Babbo ha trascorso gli ultimi anni da scapolo)
  • Cortesella – che ci parla di un vivace medioevo fatto di botteghe
  • Piazza San Fedele – con Basilica del XII sec.
  • Broletto – al lato del Duomo, la più alta forma di municipalità medievale
  • Tempio Voltiano – sul Lungo Lago, troviamo un edificio in stile palladiano (famoso per essere stato impresso sul retro del deca “di memoria pezzaliana”) memore dell’illustre ingegnere comasco che inventò la pila, Alessandro Volta.
  • Casa del Fascio – dietro al Duomo e dirimpetto al Teatro, la geometria pura del razionalismo di Terragni, oggi sede della Finanza.
  • Teatro Sociale – Realizzato nel 1813 sul Castello di Torre Rotonda; fu dotato di corrente elettrica, ovviamente, da Volta.
  • Casa a Graticcio (Piazza S. Fedele) – del XVI sec. in legno e mattoni a spina di pesce
  • Casa a Corte (Cortesella) – il bello di Como è il poter spiare dentro i cancelli e trovarci l’Arte.

Chiaramente, per una che ama l’acqua come me, il giro non può che concludersi romanticamente sul Lungo Lago Mafalda di Savoia (**foto in centro).

La spensierata visita a Como mi ha trasmesso una malsana voglia di tornarmene a lavorare di buona lena, capendo che, probabilmente, le prime cose che vedi quando nasci ti rimangono dentro come una specie di imprinting. E mi ha anche regalato cento tonnellate in più, grazie all’abbondante pranzo di zia Maria!

Se volete organizzarvi per vedere ComoVisitComo

❤ Miss Raincoat

 

 

Ricordi toscani (Pisa e Livorno)

Il post di ieri sulle mie avventure senesi mi ha fatto ricordare le mie vacanze estive dell’anno scorso. Non avendo molti giorni e un buon periodo di ferie, avevo preferito vedere una città d’arte e mi ero buttata a capofitto su Pisa (incoraggiata dall’idea propinata a N. sul fatto che è il Mondo ad essere storto e non la Torre). 

Pisa dista 4 ore e 30 da casa mia in macchina, però avevo optato per il treno (dacché dovevo raggiungere da sola gli altri compagni di viaggio, che avevano l’auto). Da Milano Centrale avevo raggiunto Pisa con un Thello fino a Genova e una FrecciaBianca in 4 ore circa. 

Confronta la tua tratta qui 

L’hotel dove ho alloggiato con trattamento b&b e il Villa Primavera a 10 minuti dal centro e con parcheggio gratuito. La colazione all’italiana è ricca (il pane e i cornetti sono freschi, le bevande tutte servite a richiesta al bar) e – meno male per le zanzare – le camere sono dotate di aria condizionata. I ristoranti dove ho mangiato sono stati il Toscano in Piazza Arcivescovado (steakhouse e vineria con anche menù turistico) e L’Europeo in Via S. Maria (convenzionato con l’hotel). Durante la tappa livornese, ho pranzato allo Zanzibar (vista mare – menù turistico di pesce).

Pisa è una cittadina che si può visitare a piedi. Procedendo a destra dall’hotel, si raggiunge il Lungarno con la Cittadella, i vari ponti con gli stemmi e, sull’altra riva la gotica chiesa di S.M. della Spina. Rimanendo, invece, sulla stessa sponda ci saluta il possente campanile di S. Nicola. Procedendo, invece, a sinistra, si arriva alle Mura di Piazza S. Maria. Andando oltre, si può osservare il Palazzo dell’Arcivescovado (con il Mosé) e, un po’ più dietro, procedendo verso un’altra porzione di Mura, la Chiesa di S. Caterina con a lato il Seminario. Prendendo, invece, Via della Faggiola (dove soggiornò Leopardi), troviamo la Chiesa di S. Giorgio e Piazza S. Stefano (con la Sede dell’Università, Palazzo S. Stefano, la Chiesa di S. Stefano dei Cavalieri e il Palazzo del Conte Ugolino della Gherardesca, raccontato nell’Inferno di Dante).

Ovviamente, il pezzo forte di Pisa è il Campo dei Miracoli.

Io consiglio di comprare il biglietto online sul sito dell’OpaPisa . La prenotazione può essere effettuata da 20 a 1 giorno prima. Il biglietto è cumulativo; la Cattedrale è gratis, ma richiede comunque il biglietto (1 monumento 5€, 2 monumenti 7€, 3 monumenti 8€ – la Torre 18€ con orario). Io ho visitato il Battistero, la Cattedrale e la Torre, tralasciando il Camposanto, e i Musei dell’Opera e delle Sinopie. Del Battistero mi ha colpito la “dimostrazione” del particolare eco che avviene ogni 30 minuti. I 251 scalini della Torre sono veramente un po’ da capogiro (ricordatevi che sulla Torre non si possono portare borse, solo smartphone e/o macchina fotografica – lì vicino c’è comunque il guardaroba). Il Campo dei Miracoli, sinceramente, mi ha fatto sperimentare la Sindrome di Stendhal!!! 

Per fare una gita fuori porta, ho scelto la rivale Livorno e la frazione Marina di Pisa.

La prima dista 39 minuti da Pisa (parcheggio gratis: Odeon), dove ho apprezzato moltissimo l’illusione ottica di Terrazza Mascagni; la seconda dista 26 minuti da Pisa (parcheggio a pagamento: via Milazzo) e si distingue per il porto nuovo arricchito anche dalla poesia di D’Annunzio “La Tenzone” stampata sulla pavimentazione.

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Quello che mi è rimasto impresso, appunto, di questa vacanza è stato il ripercorrere i luoghi che videro scoppiare la passione tra D’Annunzio e la Duse. Le poesie che più hanno incorniciato questa vacanza sono state, oltre La Tenzone dedicata a Marina di Pisa, Stabat nuda Aestas e La Pioggia nel Pineto

❤ Miss Raincoat

 

Un Matrimonio a Siena

No, non è il mio. Però è stata una buona occasione per comprarsi un vestito nuovo, scarpe abbinate e un biglietto (così per dire, perché ci sono andata in macchina con l’altro testimone!!!) e per fare finta di essere una di quelle turiste inglesi  romanzate da Forster in “A Room with a view” oppure in “A Passage to India”, che adoro!

L’idea di partenza era quella di arrivare a Siena in treno, poi io e M. abbiamo optato per la sua guida sportiva (“ma tanto l’autostrada è dritta”, ho pensato) per un paio di semplici ragioni, una su tutte il fatto che, comunque, la FrecciaRossa ci avrebbe portati solo fino a Firenze; non abitando nemmeno a Milano City, quindi, avremmo dovuto spendere gran parte del weekend-lungo su e giù per i binari. 

Per controllare costi e percorso autostradale qui

Il Matrimonio è stato celebrato (sia il rito civile, sia il pranzo) nell’Abbazia di Spineto, in una località fuori Siena (Sarteano, a un’oretta di macchina. Io ci sono andata in Cinquecento con il nonno dello sposo e mi sono innamorata!). E’ una location che, da quelle parti sta andando molto di moda, perché è immersa nella natura e mette un po’ d’accordo tutta la famiglia.

Abbazia di Spineto

Io e M. (che è un Archeologo, così non ho dovuto nemmeno lavorare aggratis) abbiamo preferito, comunque, prenderci una stanza a Siena.

L’hotel che abbiamo scelto è il Duomo, vicino appunto al Duomo (che dalla mia camera si vedeva, da quella di M., invece, c’era una vista spettacolare sulle colline senesi). Lo stesso edificio della struttura ricettiva è stata una dimora nobiliare dal ‘200 al ‘700. Dato che negli orari di pasto non eravamo mai nello stesso posto, abbiamo preferito un trattamento b&b (colazione continentale inclusa). In effetti, ci interessavano molto la posizione ed il parcheggio (a pagamento).

Hotel Duomo

Il giorno dopo il matrimonio abbiamo deciso di visitare Siena (mai vista abbastanza!). Da via Stalloreggi abbiamo percorso Via della Città e, in 5 minuti a piedi, ci siamo trovati di lato a Piazza del Campo, la celebre location del Palio (2 luglio e 16 agosto). In questo spazio si incontrano, uno accanto all’altro, il Palazzo Comunale (con i merli guelfi), la Torre del Mangia (alta 102 metri, appartenuta a un certo Giovanni che amava la buona cucina), la Cappella di Piazza (tabernacolo ex voto per la peste nera, ai piedi della Torre) e la Fonte Gaia (prima fonte pubblica cittadina).

Distante altri 5 minuti a piedi, si trova la Piazza Duomo. Con il biglietto OPA SI PASS ALL INCLUSIVE (13€) si possono visitare il Duomo, il Battistero, la Cripta, la Terrazza sulla Facciata, la Libreria Piccolomini e il Museo dell’Opera. Io ne ho approfittato, ovviamente, per la Terrazza e per la vista dall’alto.

Per informazioni e acquisto biglietti qui

Se si volesse fare una gita partendo da Siena, la scelta ricadrebbe o su Volterra (Piazza dei Priori e Piazza Duomo) a 54 km o a San Gimignano (Piazza Duomo, Palazzo della Cisterna  e Chiesa S. Agostino) a 47 km. Io e M. le avevamo già viste entrambe, ma ci siamo fatti ingolosire dal fatto che non avevamo mai visitato il Museo della Tortura e della Pena di Morte di San Gimignano (10€ ), che dopo un matrimonio ci sta, e abbiamo rivisto volentieri il borgo con tutti i suoi monumenti . Per quanto riguarda il parcheggio:  (2 €/h) Giubileo, Montemaggio o Bagnaia

Museo Tortura San Gimignano

Si possono perdere ore preziose a contemplare futilità del genere, e al viaggiatore giunto in Italia per studiare i valori tattili di Giotto, o la corruzione del papato, può capitare di tornarsene al suo paese senza ricordare nulla se non il cielo azzurro e gli uomini e le donne che vivono sotto di esso” – Edward Morgan Forster

❤ Miss Raincoat