Cronache dal Bancone

Certamente, questo blog non è nato né per fare polemica né per piangere sul bicchiere versato. Il bicchiere va riempito, se mai. Perciò, così per consiglio o per parlare di quello che faccio io nell’attivo, voglio dire che secondo me, in questo periodo covidoso e dipiciemmoso, per supportare i nostri ristoratori, osti e chiunque ci abbia ingozzato il pancino e svuotato il cervello, si debba pensare al cosiddetto servizio delivery (ossia scegli, chiami e te lo portano a casa – il bancone diventa il divano, in caso i tuoi problemi li racconti ai tuoi conviventi reali o immaginari, pelosi o meno). Credo che non serva ad arricchire nessuno, ma serve per coccolare chi ci ha sempre accolto sorridente nel suo locale portato avanti con il sudore e i sacrifici. Credo sia anche una forma di beneficenza – di fare del bene (ché non lo è solo buttare le monetine di rame nei sacchettini della chiesa). Fine della sbobba, veniamo al sodo… (stavo scrivendo sodio, ma pare faccia male agli ipertesi).

Something About IPA

IPA è l’acronimo dello stile birraio INDIA PALE ALE, quindi delle birre ad alta fermentazione (tra i 15°C e i 25°C). Nasce in Inghilterra per essere trasportata nelle colonie indiane; è il suo tasso più alto di luppolo che la preservava durante i lunghi viaggi. Oggi viene definita una birra “per fare marketing” perché si presta a varie esperimenti per accogliere vari consensi di qui e di là. Ad esempio, le White IPA sperimentano l’aroma amaro e secco andando a porsi in uno stile vicino alle Blanche del Belgio.

Solitamente, il colore di questa birra va dal giallo all’ambrato e la schiuma, sebbene compatta, ha una ridotta effervescenza. Quello che a me piace è l’aroma, fruttato e con un retrogusto amaro come il cacao.

Le IPA sono piuttosto alcoliche (da 5% a 7% VOL.), anche se le Session IPA non superano i 4,5% in Europa e i 5% negli States. Appunto, le American IPA sono anche più amare rispetto alle British perché il malto non è caramellato e il rapporto tra questo e il luppolo è più equilibrato. Le Imperial IPA, infine, arrivano a 9% e nascono come l’alternativa bitter alle Porter, sempre in Inghilterra.

Personalmente, io un’IPA l’abbinerei con il piccante, con i crostacei o con il pesce o con l’affumicato. Con l’immancabile binomio pizza-birra suggerirei una Marinara (pomodoro, aglio, origano, olio). Per quanto riguarda i dolci mi verrebbe in mente il caramello salato.

ALL DAY IPA 4,5%

session american IPA

Founders Brewing Company (Michigan USA)

colore biondo ambrato con schiuma leggera; abbastanza caramellata, sa di pesca e di pompelmo

2° premio Session Ales 2010 (Great American Beer Festival)

GRULLA 4,6%

white IPA

Birra Gaia (Carate Brianza MB)

*da notare che “grulla” significa sciocca, tontolona

colore giallo paglierino; note agrumate e profumo di frutta esotica

1° premio Birra dell’Anno 2020 (Unione Birrai)

❤ Miss Raincoat