“La Ragazza d’Oro” di Milt Kobayashi

Non vi fate ingannare dal nome, perché questo pittore sessantenne è giapponese solo di retaggio – per quanto abbia passato una parte della sua infanzia in un luogo altrettanto esotico e colorato: le Hawaii. 

Così come il conterraneo statunitense Maxfield Parrish (che io amo di un amore amorevole), nasce come illustratore, per poi capire che la sua vera vocazione è la pittura davanti a Diego Velàsquez, il famoso ritrattista della corte spagnola seicentesca.

I ritratti di Kobayashi rappresentano delle donne in momenti in cui pensano a niente e a tutto. Sono delle femmine irriverenti e schiette, ma mai feroci (in questo mi ricorda un po’ il modo in cui Schiele rappresentava la sua Wally). Kobayashi è accostato dai critici a Degas un po’ per questo: le sue sono istantanee riprese dal buco della serratura (e così come il pittore francese ricava i soggetti da fotografie).

La nostra ragazza d’oro è una giovane donna che vive nei suoi stati mentali, prendendosi una pausa dalle responsabilità della vita adulta. La ragazza d’oro sa ammaestrare gli unicorni e questo, per Kobayashi, pur sempre nipponico, è un sapersi concedere un momento zen alla fine di ogni giornata (lui, di fatto, dipinge sempre durante la notte). Inoltre, tra le righe, il pittore ci dichiara la sua idea di donna: un essere strano, romantico e misterioso. Credo che il titolo dell’opera si rifaccia al Periodo Aureo del collega Gustav Klimt, quello in cui dipingeva Adele Blochbauer su fondo oro in veste di femme fatale. 

Eppure, il vero protagonista di questo dipinto è il colore, che l’artista stende tramite pennellate molto dense, però non nervose, prendendosi tutto il tempo che l’Arte richiede. Con la consapevolezza che noi donne siamo pure gli esseri più sfuggenti dell’universo, perciò bisogna cogliere e godersi l’attimo di infinita scioglievolezza (come con gli ovetti della Lindt).

“Once in his life, every man is entitled to fall madly in love with a gorgeous redhead.” – Lucille Ball

Mi è venuta in mente anche questa canzone che s’intitola appunto “Hated Because Of Great Qualities”…

❤ Miss Raincoat

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