“Cicale” di Matteo Massagrande

Volevo farvi vedere un quadro che parlasse d’estate e ho trovato questo…

2018 – olio su tavola

Matteo Massagrande è considerato uno dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea italiana. Un bell’uomo classe 1959, originario di Padova, ma che si è trasferito in Ungheria per amore. Tra le cose, un pio devoto di Van Gogh e del suo dolente canto d’amore e della sua immersione nella natura, nei boschi, tra gli alberi.

Massagrande dipinge stanze, le stanze della nonna, vecchie, antiche, scrostate, disabitate… Sono stanze vuote, ma impregnate di memoria, con finestre enormi che si affacciano su panorami mozzafiato.

La protagonista delle sue opere è la luce, sempre torbida di polvere.

L’artista va ad essere portavoce del sentimento di nostalgia per un passato che si rifiuta di essere dimenticato, invisibile ma potente. Per lui, l’assenza non è vuoto ma una dimensione in cui regna la calma.

In “Cicale” lo sguardo è portato verso il blu del mare. Un vecchio gruppo di alberi si piega pigro alla sensualità della brezza. Tutti dormono, fa caldo ed è l’ora della pennichella. Solo le cicale non si scordano mai di perpetuare con il loro ininterrotto canto d’estate.

Miss Raincoat

Gianni Rodari

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica
io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende…
regala!