“Ophelia” di John Everett Millais

Ormai l’avrete capito che i Preraffaelliti mi piacciono assai!!!

Sappiamo che gli artisti della Congregazione dei Preraffaelliti, tra le cose, attingevano dal repertorio degli scenari shakespeariani. Qui ci troviamo nel momento tragico dell’Amleto (ce lo ricordiamo tutti, è quello che parla con il teschio in mano!!!):  la sua fidanzata Ofelia si lascia annegare in un ruscello perché lui la respinge (in realtà si stava solo fingendo pazzo per vendicare la morte del padre).

La tela dalla strana forma smussata (perché studiata per stare dietro alla testiera di un baldacchino, con molta gioia…) fu realizzata in due fasi. Lo sfondo viene dipinto dal vero in campagna, nel Surrey più precisamente. Ogni pianta dipinta ha un valore simbolico: bisognerebbe essere degli esperti botanici per riconoscere tutte le specie, ma riusciamo sicuramente a distinguere il salice piangente (amore non ricambiato), l’ortica (dolore), le rose (gioventù), le margherite (innocenza), il papavero (morta) e, ovviamente, gli eloquenti non-ti-scordar-di-me. Il soggetto femminile, invece,  fu ritratto in studio: per riprodurre fedelmente l’annegamento, il pittore fece rimanere immersa la sua modella in una vasca fino a provocarle la bronchite e dovette anche pagare un indennizzo al padre della ragazza per le cure.

A proposito di questa modella, Lizzie Siddal, figura chiave dell’iconografia preraffaellita e futura moglie di Dante Gabriel Rossetti:ho appena archiviato il libro “Lizzie” di Eva Wanjek. Così come viene dipinta, la giovane donna dai fluenti capelli rossi sembrerebbe una vergine eterea, strana solo per la sua connotazione sensuale. Eppure, era una donna difficile, patologicamente depressa e assuefatta dal laudano (era un mix di oppio e alcool, utilizzato come antidolorifico ma evidentemente un narcotico). Fu la compagna di una vita del premier dei Preraffaelliti, abbiamo detto, eppure il loro matrimonio tardò ad arrivare: la Siddal era più povera, più malata e più fedele di lui. Inoltre, dopo le nozze, la fragilità di Lizzie le fa mettere al mondo una bambina morta, uno dei motivi per i quali si suicidò con una dose massiccia appunto di laudano. Nella sua tomba, Dante fece sotterrare tra anche il quaderno con le poesie erotiche che aveva scritto durante la loro longeva e travagliata relazione. Anni dopo, lo stesso Rossetti (che ormai era drogato/alcolizzato), fomentato anche dal suo agente impostore, volle riesumare la raccolta di poesie al fine di pubblicarle. La leggenda vuole che il cadavere di Lizzie fosse ancora bellissimo e che i suoi capelli rossi avessero continuato a crescere…

Che ne sarà di Rossetti? Il libro di poesie è stato pubblicato solo qualche anno fa e noi lo ricordiamo più nel suo essere stato uno straordinario pittore. Da uomo comune, invece,  morì solo, folle e disperatamente ancora innamorato di Lizzie. 

Il Racconto d’Inverno di William Shakespeare

“Narciso che arriva dove la Rondine ancora non osa/e resiste in bellezza ai venti di Marzo”

*Tate Gallery” di Londra, 1852

❤ Miss Raincoat

“Ecce Ancilla Domini!” di Dante Gabriel Rossetti

L’Annunciazione che ci presenta Dante Gabriel Rossetti, il fondatore della Confraternita dei Preraffaelliti, avrebbe dovuto fare parte di un dittico, in abbinamento con una Dormitio Virginis (rappresentazione della morte della Madonna). Il titolo cita fedelmente le parole dell’Arcangelo Gabriele, che designano la sottomissione (ancilla = serva) di Maria alla volontà di Dio, ossia il concepimento di Gesù.

Eppure, ci troviamo davanti a una scelta iconografica rivoluzionaria. Innanzitutto, la Madonna non è imperturbabile o saggiamente immersa nelle letture sacre, bensì è spaventata, poiché è stata colta di sorpresa durante il sonno. Inoltre, la scena è talmente realistica nei colori, negli atteggiamenti e nei modelli (sono il fratello e la sorella del pittore), da risultare davvero poco “santa”.

I colori per i quali Rossetti opta non sono casuali: il bianco della purezza è il colore dominante; la veste di Maria, straordinariamente, è bianca, sebbene abbia dei riflessi dorati da regina coeli; il rosso del sangue di Cristo e il blu dell’Immacolata Concezione, tuttavia, sono i colori dei tendaggi.

Comunque, l’artista conosce bene i maestri del passato, anche se, da buon preraffaellita, va a scovare le sue fonti in un Primo Rinascimento, in questo caso ne “L’Annunciazione di Cestello” di S. Botticelli e ne “L’Annunciazione di San Giovanni Valdarno” del Beato Angelico.

Quello che stupisce in questa Madonna è, sicuramente, il rosso delle labbra e la chioma fulva è fluente, una caratterizzazione sensuale accostata anche al sentimento (lo sbigottimento negli occhi e nella postura). In tutti i dipinti preraffaelliti, la donna ha questo fascino perverso (ovviamente, su una Santa ha una valenza amplificata).

Del resto, collochiamo l’opera in Epoca Vittoriana, in cui le donne vivevano castigate in una vita Casa & Chiesa; per i Preraffaelliti, invece, la purezza era la componente sessuale, naturale e spontanea dell’Amore. Ecco il perché dei capelli rossi: sin dal Medioevo era l’attributo delle donne barbare e nordiche, così diverse dalle “giuste” mogli mediterranee. Così, la donna-simbolo dei preraffaelliti diventa una Beatrice senza sublimazione e che porta in grembo sia la vita sia il peccato.

Non dimentichiamo che Dante Gabriel Rossetti ebbe una storia d’amore travagliata con Lizzie, sua modella, la quale si avvelenò per porre fine allo strazio che le causava tutta quella passione tormentata.

Ecce Ancilla Domini! D.G. Rossetti
Tate Gallery di Londra (1849)

❤ Miss Raincoat