“I Tasti del Pianoforte” di Frantisek Kupka

Kupka è stato un pittore ceco (anzi, boemo) dei primi del Novecento, appassionato di astrologia ed occultismo, un tipo strano e meditativo che riuscì a tradurre la sua interiorità in visioni surreali e sognanti, molto prima della Metafisica.

La sua corrente artistica è il Cubismo Orfico, nata a Parigi nel 1910, come costola della figurazione rigorosamente geometrica declinata anche da Picasso. Tuttavia, i cubisti sognatori, rappresentano solo creazioni mentali, mai soggetti veri e considerano il colore essenziale, piuttosto che la scomposizione dei volumi. In questa composizione vengono indagati i riflessi dell’acqua di un lago e riportati sulla tela tramite un cromatismo esuberante e vitale.

Kupka definì la sua artistica Arte Non-Oggettiva, ossia che va al di là delle apparenze per giungere al fulcro della spiritualità soggettiva.

Antisegnano dell’Astrattismo Lirico di Kandinskij, il quale paragonò il processo di composizione pittorica a quello musicale, l’artista considera le note musicali un linguaggio artistico privilegiato.

I tasti del pianoforte, oltre a fondersi con la natura, simboleggiano le infinite varietà di toni: a partire da tre colori primari si possono ottenere infinite sfumature, così come da ottantotto tasti infinite melodie.

Infondo, quest’opera non può essere descritta o decriptata perché é fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, di emozioni di pancia e di farfalle nello stomaco. L’autore vuole comunicarci che è importante imparare le regole, poi infrangerle e comporre la nostra canzone.

*1909, Galleria Nazionale di Praga

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