Santa Margherita a Corna in Monte

Corna in Monte è una località a 840 metri circa, sopra la frazione Valle di Colorina, ma che si raggiunge più comodamente dalla frazione di Rodolo. Si può dire che gli abitanti antichi di Valle provengano tutti da questo piccolissimo borgo (cfr. toponomastica: via Corna in Piano). Pensate che dal 1624 al 1651, Corna fu una parrocchia autonoma, la quale contava un centinaio di persone. Purtroppo, la terribile ondata di peste non risparmiò nemmeno la mezza costa…

Questa chiesetta è molto particolare. Inoltre, mio nonno aveva una casetta rustica (nel senso che non c’era nemmeno la luce) proprio dietro. Mi piace molto perché è inserita in un giardinetto-poggio che fa ammirare tutto il panorama sottostante.

Per quanto sia una chiesetta piccola, tipicamente con il campanile a vela, la decorazione della sua facciata è piuttosto composita. Nella nicchia troviamo una Deposizione del XVI secolo. Lo stile è molto medievale e arcaico: ce lo fanno pensare le mani incrociate e la testa leggermente reclinata. La figura sopra il portale, per via della cintura con i serpenti, non può essere che la dedicataria Santa Margherita. Lo stile di quest’ultima presenta una grazia un po’ più rinascimentale. La scelta di Santa Margherita può farci pensare a un certo legame con il grande influsso degli inquisitori domenicani di Morbegno (per quanto la santa sia legata alle partorienti e all’agricoltura). La scuola artistica, per gli ocra, le linee mosse dal vento e per la fattura degli angeli, mi ricorda molto quella di Vincenzo De Barberis, come molte altre opere di questo periodo (anche lui presente nel cantiere del Sant’Antonio, del resto). Sicuramente, questi due affreschi, nelle cromie vivacizzate e nella decorazione, sono stati ritoccati nel Seicento (in luce all’autonomia).

All’interno, la chiesa venne fatta affrescare nel 1932 da Don Folci, durante la realizzazione del Santuario a Valle, dallo stesso pittore, Nicola Arduino. Il pittore ci lascia un’Immacolata (ricordando la vicina Rodolo), la Santa Margherita dedicataria, il Battesimo di Cristo e un simpatico prete che esce dalla porta (a me ricorda molto il chierichetto del Gianolo presso il San Giovanni di Morbegno, nella cappella di San Giuseppe). Molti paesani, invece, lo identificano come un prete “monello” che si aggirava tra Corna e Rodolo negli Anni Sessanta… 🙂

Miss Raincoat

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La Madonnina di Colorina

Da località Bocchetti, dove sono site le Scuole Elementari di Colorina, si diparte un percorso in salita (ma non troppo) ricco di dipinti votivi del XV secolo, tutti abbastanza analoghi: sono delle Madonne in Trono con la foggia arcaica del manto rosso e del Bambino ritto e benedicente. All’apice della strada troviamo una piccola chiesetta. Un po’ tutti i nostri paesini, infatti, hanno in dotazione delle piccole chiesette di montagna che si chiamano “madonnine”

Questa madonnina è dedicata alla Madonna di Caravaggio (apparsa in questo luogo nel 1432) e sorge su una chiesa preesistente più piccola del Quattrocento, già dedicata alla Madonna del Carmine. La sua forma attuale, compresa del porticato, risale al 1730 circa. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento per il cambio della dedicazione, ormai molto sentita.

Durante il restauro del 1976, è emerso l’ importante affresco che adorna l’altare (prima di questa data, in altare faceva da protagonista una statua degli Anni Trenta, una Madonna ex voto per l’epidemia di tifo) e che era stato coperto dal restauro Settecentesco.

L’affresco, che rappresenta una Madonna in Trono, segue l’iconografia antica del manto rosso (significa che Maria ha una natura divina). La corona e il giglio identificano una Madonna del Carmelo. Il Bambino, sempre ritto e benedicente (allude al Giorno del Giudizio), veste una tunica verde, poiché è Dio che si è fatto Uomo. La veste di Maria include la simbologia dell’ancora, legata al sacrificio di suo Figlio. Il trono elaborato, il pavimento rosso e il fondo verde ci portano a collocare l’opera nella felice stagione dei dipinti votivi di artisti anonimi e itineranti sulla scia di un’arte ancora tardo-medievale. Era ancora una religione che voleva far paura più che rincuorare 🙂

Miss Raincoat