Ti leggo una Ricetta

Taroz della Valtellina

La mia nuova ossessione culinaria? Il mio nuovo comfort food? I Taroz.

I Taròz (ma si può dire anche il Taròz) sono un piatto tipico della tradizione valtellinese. Sul web si può trovare la qualunque. Tipo: che sono un piatto unico. Macché, sono un antipasto e, a veder bene, il piatto più leggero della cucina del contadino vallivo (beh, dopo la bresaola).

Taroz è una parola dialettale che significa Mescolare. Gli ingredienti sono: patate e fagiolini cornetti lessati e schiacchiati grossolanamente con un cucchiaio al quale, sul fuoco, si mescolano burro fuso con cipolla e formaggio Valtellina Casera. I più golosi ci aggiungono la pancetta. Io ho il vezzo di passarli al forno per formare la crosticina. Comunque, il risultato, è una purea grossolana cremosa e filante che costa ben 490 kcal alla porzione. Eh, vabbeh!

Che ci beviamo su?

Un vino locale DOP – Nove di Franzina

Un rosso di Valtellina dei tipici terrazzamenti di Buglio in Monte. Un vino strutturato, pulito e tanninico. Note di fico in entrata, che sfumano in prugna e ciliegia. 12% VOL

Una birra locale artigianale – ValtellIPA di Birrificio Valtellinese di Berbenno

Una IPA color giallo oro. Secca, fruttata, generosamente luppolata (amara). 5,7% VOL

Miss Raincoat

13 buone ragioni…

Per preferire una birra ad una come me…

Quando andavo al Liceo, era in voga la leggenda secondo la quale la schiuma della birra fosse una panacea per le ragazze che non potevano permettersi una mastoplastica additiva. Poi –  come avete appreso durante il  mese di Febbraio –  sono cresciuta con la mia onesta seconda-coppa-bi e ho pure capito che la famosa schiuma serve per rendere la birra più buona e, soprattutto, privarla dei suoi antipatici effetti collaterali che tutti conosciamo. Non mi dilungherò sui consigli amorosi. Ossia a) uccidete chiunque vi offra una birra calda b) scappate a gambe levate dal cavaliere con la Corona. 

Un viaggio a Berlino con poca roba in valigia e tanta voglia di combinare guai. Patatine fritte per colazione e fragole con la panna per cena (senza dover ingrassare, soprattutto). Amicizie che sarebbero durate nel tempo e amori dei quali non ti ricordi più nemmeno il nome. Starring: una weiß (Paulaner – Monaco di Baviera)

Arrivare a Bruges come guida turistica per la prima volta. Rimanere estasiata nel parco del Minnewater con la birra del nanetto in mano e il Mago G. in testa (e il suo fascino da uomo vissuto finto). Starring: una belgian ale (Chouffe – Belgio)

I piedi gonfi per il troppo caldo e per il troppo lavoro + una media offerta durante una notte di mezza estate. Ti viene in mente il Ponte delle Catene, mentre sei da tutt’altra parte appoggiata allo stipite di una porta. Starring: una bohemian ale (La Ciara – Birrificio Du Lac di Lecco) 

Alla fine di una giornata lavorativa d’inizio autunno il tuo migliore amico ti annega lo spirito in quella che voi chiamate la Birra dell’Amore…  e inizi a vedere le stelline attorno al tipo giustamente sbagliato. Starring: una lager hell (Augustiner – Monaco di Baviera)

Per il tuo compleanno ti viene regalata l’ultima birra del suo genere presente nelle cantine del pub di fiducia. Ti senti speciale come quella Noemi nel bar del centro, alla quale era esploso il cuore anni luce fuori da sé. Starring: una porter (Marmalade – Yorkshire) 

Una serata di quelle che piacciono a te: tacchi alti, una riga di eyeliner, un tavolo attorno al quale si può ridere fino alle lacrime con le persone che contano davvero. Cosa ne viene fuori? La legge secondo la quale un amore non può essere un ergastolo. Ma, soprattutto, che va bene anche essere contorti, imperfetti, scorretti. Che va bene avere paura. Starring:  una doppio malto red ale (Rossana – Birrificio Valtellinese di Berbenno – SO) 

[…continua?!]

… e un panino al salame!

❤ Miss Raincoat

[Un ringraziamento speciale ad A., senza del quale le scorribande avrebbero avuto meno unicorni!!!]