Amburgo

Il mio amico A., tornando da una gitarella a Monaco, ha concluso “all’HB puoi trovarci uno spaccato del Mondo intero”. E come dargli torto? Solo che mi ha lasciato il retrogusto di una voglia irrefrenabile di portarmi nella Bierland per eccellenza, la Germania.

** Per chi non lo sapesse, l’HB (Hofbräuhaus) è un’antica birreria della capitale bavarese, nota per i suoi tre piani di allegria

Se potessi scegliere di partire ora, comunque, per non soffrire di nostalgia come Heidi a Francoforte, sceglierei Amburgo. Per tre motivi:

  • Mi ricorda le risate sotto-banco con la mia amica E. sulle traduzioni bislacche di “Mein Vater war ein Hamburger” (noi avevamo fame e il Babbo ci era diventato un panino di MacDonald’s)
  • Amo le città della Lega Anseatica, ossia quelle che detenevano il monopolio delle merci nei meri dell’Europa Settentrionale. Non a caso, queste città mantengono un’acca nella targa automobilistica [p.e. Amburgo = H(anse)H(amburg)]
  • Adoro le città piene d’acqua. Amburgo ha il fiume Elba, i rivoli detti Fleete (il più conosciuto è il Nikolais) e due laghi artificiali (l’Aussenalster ed il più piccolo Binnenalster)

Un volo diretto di 1h40min ci porta al Fuhlsbüttel – Aeroporto di Amburgo (il costo è ca. 200 € a/r da Milano; per quanto riguarda gli scali, non è mai più di uno e sarebbe a Zurigo, Stoccarda oppure Düsseldorf). Controlla il tuo! 

L’aeroporto è collegato alla città tramite la S1 della S-Bahn(treni veloci cittadini). Il costo del biglietto è ca. 3 €. In 25 min., così, possiamo raggiungere l’Hauptbahnof (Stazione Centrale).

Per quanto riguarda l’alloggio, anche se preferisco i piccoli alberghi a conduzione (quasi) famigliare, questa volta segnalo il Novum Hotels Group, catena che ha sede proprio ad Amburgo e qui ha una manciata di strutture che soddisfano ogni palato e tasca (lo troviamo in Germania, in Austria, in Olanda, in Repubblica Ceca e in Ungheria). Credo che il Novum Style Hotel Hamburg Centrum (60 € con colazione a buffet – su richiesta pranzo al sacco + bar eventualmente) sia la miglior scelta in quanto dista 10 min. a piedi dalla Stazione ed è a pochi passi dal Duomo. Altre info

Ovviamente, per come la vedo io, in Germania è quasi d’obbligo mangiare “in giro”, spendendosi tra chioschi o Bräuereien. Lasciando a casa la dieta, mangerei il Bratwurst nel Vollkornbrot (salsiccia arrostita in un panino ai cereali) e i Franzbroetchen (che è la “sfogliatella” tedesca); nella zona vicino al Porto cercherei un locale dove assaggiare crostacei o lo sgombro affumicato. Nota a parte, appunto, per la Birra. Chi non vuole spendere molto, qui consuma l’Astra o la Jever (pronuncia: [Ievah]), però io spenderei una decina di centesimi in più per la Rattshern o per la (quasi) introvabile Kuddel.

La mia visita alla città partirebbe dal St. Marien-Dom, il Duomo dedicato alla Madonna in stile neoromanico, abbinato alla Rathausplatz, sede del Municipio e della statua di Heinrich Heine, poeta della Lorelei. La facciata del palazzo, della quale è distinguibile la copertura in arenaria verde, presenta una facciata arricchita con le statue dei venti Imperatori di Ambugo. Nelle vicinanze c’è la via dello shopping e del lusso, la Jungfernstieg, lungo il Binnenalster. Il quartiere deriva il suo nome dall’usanza d’antan di portare qui a passeggio le nubili durante la domenica pomeriggio.

In un altro momento, mi dirigerei tra i rivoli della Speicherstadt (la città dei magazzini), dove rivive la città anseatica con le sue tipiche strutture rosse e appuntite, che servivano per lo stoccaggio di merci che venivano da lontano (le spezie, il the, i tappeti, il tabacco, il rum, il cacao…). Non mancherei di fotografare il romantico Nikolaifleet, l’unico naviglio rimasto a testimonianza dello “stile-amburghese” (con il ponte Trost e la nave-teatro Das Schiff).

Nel Quartiere St. Pauli c’è molto da vedere. Sull’Elba, il porto caratterizzato dall’imbarcadero (Landungsbrücken **in foto di copertina), non è molto lontano dalla barocca St. Michaelis Kirche, la chiesa resa celebre dal primo volo della Gabbianella di Sepulveda; di fronte, ammiriamo le krameramtsstuben, gli appartamenti dei mercanti con travi in legno. La zona più famosa di St. Pauli è sicuramente la Spielbudenplatz (“la piazza dei baracconi”), con il teatro più antico della città, night clubs, tipo lo Schmidts, e non lontana dalla Reeperbahn (via a luci rosse creata per i marinai). I Beatles, quando erano ancora solo quattro scarafaggi di Liverpool, si fecero le ossa qui. Sesso, droga e R’n’R.

Per una breve gita fuori porta, sempre la S1 dalla Stazione Centrale, in 40 min (prezzo sempre di 3,10€), ci porterebbe a Blankenese, sulle colline tra le casette bianche dei pescatori. Lì possiamo visitare l’Hirshpark(Parco dei Cervi), nel quale troviamo la caffetteria/ristorante con il tetto di paglia (Witthüs Teestuben)

I posteri abbiano cura di conservare degnamente la libertà che gli antenati partorironoMotto sulla Facciata del Municipio

❤ Miss Raincoat