L’Assunta di Biolo

Salendo a circa 600 metri, nel Comune di Ardenno (SO), troviamo un borgo tra vigne e castagneti dove spicca l’edificio opulentemente barocco della chiesa dedicata all’Assunzione di Maria.

Gli Emigranti Romani finanziarono la ricostruzione di un edificio di culto (forse) quattrocentesco e la sua decorazione sia esterna sia interna. Questo testimonia che non si erano mai dimenticati di Biolo, il loro piccolo borgo “di betulle” d’origine.  Il fenomeno dell’emigrazione valtellinese cominciò nel Quattrocento, quando la dominazione delle Tre Leghe Grigie cominciò a portare crisi e malcontento (per loro la Valtellina era una terra florida da sfruttare!). I Biolesi si distinsero a Roma come facchini e come commercianti di granaglie, diventando anche molto ricchi. (Questo fenomeno di commissione da parte degli emigranti è comune anche alle  tele napoletane presso la Chiesa di S. Lorenzo a Sacco di Cosio).

La facciata, sinuosa come le chiese barocche romane, è decorata con finti marmi, ghirlande e trompe-l’oeil. Sul suo portale troviamo iscritta la data 1693. L’affresco a sinistra, attribuito a Pietro Ligari (nato nel borgo vicino, Gaggio), rappresenta Maria bambina con S. Anna e S. Gioacchino (ca. 1730); l’affresco a destra è una Natività quattrocentesca, rimasta dall’edificio originario.

All’interno troviamo una sola navata. La pala d’altare è una sapiente copia del 1804 dell’Assunzione della Vergine di Annibale Carracci (1601, presso la Chiesa Santa Maria del Popolo a Roma). Le tre volte sono impreziosite da altrettanti medaglioni, eseguiti da Pietro Ligari durante il primo ventennio del Settecento (Transito, Assunzione e Incoronazione della Vergine). Le cappelle laterali, invece, furono patronati delle Confraternite: a sinistra il Santissimo Sacramento ha commissionato una Crocifissione nel Settecento,  a destra il Santissimo Rosario una Madonna e i Quindici Misteri.

collage.jpg

Assunzione di A. Carracci

P.Ligari

❤ Miss Raincoat

**Ringrazio di cuore l’emicrania presunta o tattica di S. perché, senza, non avrei mai scoperto questo prezioso angolo di Valtellina!