“L’Olandese” di Walter Sickert

Se c’è una cosa che mi piace delle opere d’arte sono i misteri, quei particolari su cui non esiste una spiegazione e ai quali, anche viaggiando con la mente, devi dare tu una direzione. Uno degli esempi più plateali di questo concetto è “La Ragazza Con L’Orecchino di Perla” di Vermeer, ma oggi voglio parlarvi di un’altra tela inglese…

olio su tela – 1906 ca. – 51,1 * 40,6 cm – Tate Britain

Cominciamo a dire che quest’opera non è bella, non è poetica, non nasconde un messaggio positivo, ma è affascinante perché è inquietante. Come certe canzoni di Masini.

Questo nudo va oltre all’idea tradizionale del corpo al naturale idealizzato. Ci troviamo davanti a una donna che sta per alzarsi senza vestiti in uno scenario povero, pressoché buio e impolverato. Soltanto una scopata, perdonate il francesismo 🙂

La modella non ha nome, ma il titolo ci porta alla mente la Bella Olandese, il nome d’arte di una prostituta narrata dallo scrittore Balzac alla quale “non interessava da dove arrivasse il denaro, bensì di pagare le bollette”. La classe operaia, di fatto, era un’argomentazione intrinseca delle opere di Sickert, il quale era un membro attivo del Camden Town Group (postimpressionisti inglesi con il pirlo della narrazione della vita di una metropoli)

Uno dei suoi elementi ricorrenti è il letto di ferro, che a me personalmente – oltre che alla povertà dei sobborghi londinesi – fa venire in mente anche lo scenario di un carcere.

Ecco, il pittore diventa il carceriere della sua protagonista. L’intimità dell’esplorazione diventa qui uno stupro. Le pennellate sono rozze, violente e frammentarie. Il viso non è stato dipinto e l’unico particolare dl corpo che è stato illuminato e dipinto con delicatezza è il seno. Ma questa femminilità è guastata dai toni lividi e dallo specchio, proverbialmente iconografico della caducità della vita.

Quest’opera è pervasa dalla misoginia di questo artista che, a ben vedere, doveva essere un uomo cosmopolita dalle larghe vedute, nato a Monaco di Baviera da mamma irlandese e papà pittore danese, che lo porterà in Inghilterra. Walter incolperà sua madre per i suoi piccoli problemi sotto le lenzuola poiché figlia illegittima. Inoltre, fu allievo di Degas – quello che spiava le ballerine dalla serratura. Non a caso, lui si metterà a spiare le camere da letto dei poveri, anzi, delle prostitute. Ma nella maniera più gretta possibile, senza traccia d’amore umano.

Vi giuro, ho cercato per anni di dare una possibilità di riscatto morale a questo artista. I suoi nudi hanno una vita, è vero. Sono caldi, sono sia innocenti sia provocatori. Sickert era un bohemien, uno che era per il someone somewhere: lontano e schifato dalle etichette, per lui valeva la legge che ognuno di noi si porta la sua condanna emotiva ovunque vada. Eppure, odiava le donne.

Un’immagine simile all’Olandese è quella intitolata Notte d’Estate. Nell’estate 1888 a Londra si verificarono una serie di femminicidi per mano del famoso Jack Lo Squartatore. Nessuno sa ancora di chi sia la mano insanguinata da questi delitti, ma uno dei nomi spuntati fuori è proprio quello di Walter Sickert.

Miss Raincoat

“Sono stronzo con te perché la mia ex è stata stronza con me. La nostra storia è perfetta e io la tronco male, perché se no dovrei tirare fuori le palle per portarla avanti e non mi va perché preferisco fare quello che soffre. Mi dispiace se ti ho spezzato il cuore!” – “Ah, capisco! Per dire, anche Gesù piuttosto che stare inchiodato in Croce si è organizzato con la Resurrezione…

P.S. Ci stava una citazione da “Eveline” del grandissimo James Joyce, ma oggi non sono in vena… Oggi m’aggia d’arraggià

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