“Atomic” dei Blondie

Una delle mie icone sacre è la ex-frontman (sì, detesto la sessificazione dei termini che indicano le professioni) dei Blondie, Debbie Harry. Lei avrebbe potuto essere una groupie, ma preferì essere la prima vera – e non feticcio – leader donna di un gruppo rock. 

Chi sono i Blondie? Chi dice di non aver mai perso la dignità a un karaoke con “One Way Or Another” o “Call Me” è complice!

È vero che c’è stata una reunion e che Debbie ha pure tentato la carriera da solista (nel 1999 esce “Maria” e la Harry ruba il titolo alle MILF nelle classifiche inglesi alla pressoché coetanea Cher), ma i Blondie hanno calcato la scena più o meno negli anni del Punkabbestia (ossia tra la fine del Settanta all’inizio dell’Ottanta). Si narra che un certo Chris Stein – il chitarrista – formò una band in quel di Brooklyn ispirandosi ai New York Dolls (sostanzialmente i pionieri del glam rock) insieme a Debbie, ex coniglietta di Playboy, che sarebbe diventata la sua compagna per 15 anni. Il nome “Blondie” deriva dal colore della chioma dell’irriverente cantante, la quale troneggiava nell’ambiente rockettaro iper-maschilista degli anni Settanta. Nel 1982, la band si sciolse perché l’attenzione dei giornalisti su Debbie aveva causato dissapori e anche perché Stein era gravemente malato.

” Adoravo Billie Holiday e Janis Joplin, ma non avrei mai voluto ritrarre quel tipo di donna, sottomessa e sofferente per le pene d’amore, che emergeva dai loro testi  

Il singolo “Atomic” è estratto da Eat To The Beat, il secondo album del successo mondiale dei Blondie  datato ottobre 1979 (lo stesso disco di “Call Me”). Nel disco, questa traccia si trovava nel lato-B. Eat to the beat è un titolo che non ha un senso (significamangiare fino a scoppiare“), scelto probabilmente sotto effetto di droghe e in un periodo in cui iniziarono i rancori che portarono allo scioglimento del gruppo. Eppure ha funzionato lo stesso. Non è stato un lavoro in cui sperimentare o dimostrare, è stato il mettere in musica la devastazione di sette menti malate all’apice del successo e prossime al crollo.

“Atomic”, nel febbraio 1980, esce precisamente come terzo singolo. I Blondie l’hanno definito la spaghetti western version di “Heart of Glass” (successo dell’album precedente “Parallel Lines”) ed è, praticamente, un’unione dissacrante di rock tradizionale e disco music.  Sebbene il titolo lo possa far immaginare, la canzone non allude a niente di futuristico. Debbie ha cominciato a cantare parole a caso mentre gli altri  musicisti cercavano il giusto sound in studio : “oh, your hair is beautiful” e poi è arrivato il resto del testo…  La melodia è  stata molto influenzata dal soul Anni Quaranta di “I’m on my way” di Dean Parish, comunque.

Ma che poi “Atomic” non potrebbe essere un inno agli Unicorni Indomabili?

❤ Miss Raincoat

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