L’Affresco del San Giuliano a Morbegno

Ancora una volta, ci immergiamo nel centro storico della “capitale” del Terziere Inferiore…

Siamo in Via Ninguarda, quella viuzza laterale di Via Garibaldi che prende il nome dal Palazzo di Famiglia del vescovo morbegnese Feliciano Ninguarda (lo ritroviamo, infatti, in un bronzo all’ingresso del portale di questa casa “ad androne”). Un  tempo, questo quartiere era chiamato Pozzo Modrone (per via della presenza di un pozzo probabilmente risalente al periodo del dominio visconteo) e, differentemente da oggi, era molto frequentato e rumoroso: era il passaggio obbligato per la Berlenda (verso la Chiesa di San Pietro e il Palazzo del Podestà), dove gli artigiani e i commercianti lavoravano nelle loro botteghe.

All’imbocco di questa strada, troviamo un pub. Grazie a un affresco posto sulla sua parete, possiamo dire con certezza che, fin dal Quattrocento, questo edificio ospitasse una locanda

L’Affresco della Madonna e di S. Giuliano ha un’ importanza storica, perché nella fascia decorativa superiore è datato in maniera minuziosa: 20 ottobre 1470. Nella fascia inferiore, invece, l’iscrizione “O ti che passi per la via saluta la Verzene Maria” è simile al “Se pietoso tu sei o passeggere o dammi un soldo o dimmi un Miserere” in Via Napoleoni oppure alla citazione dalle Lamentationes in Piazza Tre Fontane; inoltre, la Madonna qui rappresentata (probabilmente da uno di quei pittori itineranti quattrocenteschi) è analoga alla Madonna del Petacco alla Madonnetta e all’Affresco del Ristorante “Fiume”. 

Nonostante le dimensioni della fascia sottostante alla Madonna in Trono con il Bambino (ritto e benedicente), è proprio l’episodio di San Giuliano l’Ospitaliere, a raccontarci dell’antica locanda, in quanto il Santo è protettore degli albergatori e degli osti.

San Giuliano ha un’agiografia molto avvincente. Viveva nelle Fiandre, vicino a Bruges, dove birra, cioccolatini e patatine fritte non mancano. Inoltre, era anche un tipo facilmente infiammabile e con l’hobby della caccia. Un giorno, durante una parata incontra un cervo parlante, che è Gesù trasfigurato, il quale gli predice che avrebbe ucciso i suoi genitori. Ovviamente Giuliano fa spallucce e, neanche a farlo apposta, tornando a casa trova la sua camera da letto occupata. Credendo che si trattassero della moglie con l’amante, sfoderò la sua spada e ne diventò assassino. È proprio questo che rappresenta il nostro affresco: la moglie che alza le mani, innocente, e Giuliano che si rende conto che nel letto c’erano i suoi genitori, ospitati dalla sua consorte. Per espiare la sua colpa, Giuliano diventa una sorta di accompagnatore turistico per i pellegrini verso Roma. 

L’unico caso in cui “amore, non è quello che sembra” non fu che la pura verità. 

❤ Miss Raincoat

 

 

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