Il Ponte Vecchio di Morbegno

#festadelladonna **Ragazze, ho finalmente trovato un uomo di pietra e tutto ad un pezzo!!!**

Ci eravamo lasciati con il Draghetto che ha ricevuto tanti ossequi [chi se lo fosse perso se lo ritrova qui]. Ecco, a un passo da questo simpatico battente parlante troviamo il Ponte Vecchio che, con tanta immaginazione e unicorni, ci fa sentire un po’ sulla Moldava. 

Il Ponte Vecchio, che attraversa il torrente Bitto,  fu ricostruito nel 1883 per permettere il passaggio della Strada Regia (Colico – Sondrio), anche se esisteva già in tempi passati. La statua in stile barocco che adorna e impera sul ponte rappresenta San Giovanni Nepomuceno (che non si deve scambiare né con il Battista né con l’Evangelista). Questo santo, veneratissimo in Boemia, è spesso invocato contro le inondazioni: storicamente il Bitto ha allagato la cittadina più e più volte, infatti.  Sul basamento troviamo la data 1756 (il Nepomuceno diventò Santo nel 1729!!!) e lo stemma di Morbegno (la spada e le chiavi, simboli di Pietro e Paolo, ossia i patroni). L’artista che la scolpì fu Giovanni Battista Adami di Carona, appartenente alla prolifica stagione degli scalpellini ticinesi. Il San Giovanni Nepomuceno è stato un po’ turista: alla nascita fu posto nei Giardini Melzi (sempre affacciati sul torrente), poi posto sul ponte guardando le Alpi Orobie e, infine, rivolto verso il borgo.

San Giovanni Nepomuceno ha una storia da vera rockstar. Il Re Venceslao di Praga lo gettò nella Moldava dal Ponte Carlo nel 1393 (precisamente il 16 maggio, giorno della sua ricorrenza), perché, da presbitero, tenne per sé la confessione della regina Giovanna, che faceva le corna al marito. Il corpo del Santo venne trovato sulle rive del fiume circondato da una strana luce che, bando alle elezioni, aveva la forma di cinque stelle. 

Il modello artistico di tutte le statue rappresentanti questo Santo, tra cui la nostra, è la Statua di Jan Brokof del 1683 posta sul Ponte Carlo. La maniera in cui il soggetto abbraccia la croce, inoltre, è valsa all’opera morbegnese il nomignolo di San Giovanni Chitarrista o San Rock, in merito alla sua collocazione nella contrada San Rocco (che io porto nel cuore avendoci passato vari anni con una persona speciale).

Il Ponte Carlo e il Ponte Vecchio hanno anche delle analogie storiche non volute. Il celebre e romantico ponte di Praga ha sostituito un ponte più antico ceduto per un’inondazione. Delle trenta statue di questo ponte, quella ad aver conservato l’aspetto più originario è proprio quella di San Giovanni Nepomuceno (ed è anche quella che, toccata con la mano sinistra, porta fortuna per 10 anni). Ma non mi dilungherò in particolari intimi su Jan Nepomuceno, dato che la leggenda vuole che di notte la statua prenda vita nella capitale ceca!!!

Nel 1719 fu trovata la lingua del martire ancora intatta nella sua lapide presso la Chiesa di San Vito a Praga, perciò diventò la figura sacra per eccellenza in Boemia. Il suo culto si diffonde nel resto della Vecchia Europa grazie ai Gesuiti che, durante la Controriforma, a dispetto di alcuni filo-luterani, erano completamente a sostegno della confessione, del segreto e della sincera penitenza. Praga, così come la Valtellina, fu teatro della Guerra dei Trent’Anni (Defenestrazione //  Sacro Macello). Così, il San Giovanni di Morbegno, oltre a sorvegliare il fiume, va ad essere un dito medio rivolto verso i Governatori Grigioni di fede evangelica.

Ecco svelato il motivo per il quale, su Instagram, le mie foto di questo scorcio valtellinese sono etichettate #notinprague. Quanto amo i ponti e le persone che sanno trattenere i segreti!!!

*****[Specifico anche che è stato un prezioso regalo di compleanno :D]*****

❤ Miss Raincoat

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