Io non abito al mare (…ho scritto una dichiarazione d’amore)

#sanvalentino

Ci piace questa citazione dalla canzone della Michielin, perché anche noi non abitiamo al mare (non solo, abitiamo in quella parte ombrosa della Valtellina in cui hanno trovato pace alcune famiglie di pinguini esuli dai Gulag). Noi che, però, il mare ce lo sentiamo dentro e, anche se ancora le temperature non lo permettono, appena sentiamo l’odore di acqua salata, togliamo le scarpe (o buttiamo la pasta). Noi che, comunque, per il Compleanno ci concediamo sempre un’antitetica meta congelata.  Siamo strana gente che è cresciuta con la certezza che un viaggio ci può ricucire la vita sentimentale. Sì ok. Ma se ci siamo scelti un pure lavoro che impone il movimento perenne, quali conseguenze dobbiamo mettere in conto?

Caro Mr. Raincoat,

Ti ricordi quando mi hai chiesto se, secondo me, staremo insieme per sempre? Io ti ho prontamente detto la verità, senza esitare, ti ho risposto che non lo so e, infondo, ti sarebbe dovuto bastare lo zelo di sincerità. Invece, ti sei inca**. Io ti ho lasciato sfogare da solo, come una pentola a pressione e, in seguito, sono tornata da te, come un fedele cagnolino, ma senza dire niente. Perché, passi che io sia cinica, però non bugiarda. Ai Matrimoni si recita a memoria “finché morte non ci separi“: si presuppone che tra il primo bacio e l’ultimo respiro del meno longevo tra i due si debba accettare tutto, ma proprio tutto, anche i responsi di analista, medico di qualsiasi reparto, commercialista o chicchessia. Dopo il funerale, comunque, sei autorizzato a schiodarti e trovare una persona per riniziare i giochi da capo. Push to start a new game. Ecco, io non voglio questo per te, metterti  davanti la pietosa figura di una me in pigiama o in passamontagna, insomma la mia versione dark. Io ti augurerei un bel lavoro – che ti soddisfi e che ti faccia guadagnare più del dovuto – una casa grande e luminosa, un figlio che ti somigli solo nei pregi, una moglie che ti supporti – una complice che, magari, ti prepari anche la cena – un cane, un gatto, un coniglio ariete e il laghetto con i pesciolini. Ti augurerei questo e anche di più, tutte quelle cose che la mente umana non riesce nemmeno ad immaginarsi. Eppure, a me, augurerei che tu ti accontentassi di me. Ma tu non puoi perché hai l’Universo davanti ed io, per non farlo esplodere, dovrei farmi da parte. Se non fossi egoista, dovrei rinunciare al tepore di una storia dentro la quale sto comoda. Alla fine, che cosa c’è dentro alla promessa del per sempre, quando, anche se t’illudi, sai già che, come essere umano, non puoi essere eterno? Le tue cose sparpagliate nelle stanze del mio appartamento, le mie confezioni quasi vuote di cosmetici a prova di tutto nel tuo, fotografie di tanti giorni vissuti di fretta per la paura che finissero troppo presto, gelati per cena, film noleggiati e mai visti fino ai titoli di coda, litigi e corse verso te appena decidi che ti è passata. L’ho detto, è un’illusione che ti fa credere che non vorresti altro, che non t’interessano più indulti, oggetti costosi, un viaggio al mese, un uomo al giorno o l’avere tutto nell’immediatezza con la quale lo desideri. In un momento di lucidità ti potresti rendere conto che, semplicemente, il fatto che ti manchi il fiato non è più così romantico come ti sembrava all’inizio. A ruota, ti viene in mente che sei stufo di dovere essere diverso da come sei per poter essere all’altezza, che hai accettato l’isteria delle scenate senza motivo né apparente né latente, la filosofia della mia  migliore amica e la mia emicrania a volte finta e a volte sospetta. Ti rendi conto che a te piace la montagna e a me il mare. Io… Io, quando dalla vita davvero avrai visto tutto ciò che desideri vedere e quando avrai capito chi sei, in modo da sapere con chi vuoi condividere il tuo cammino, sarò pronta ad interpretarti e ad assecondarti. Vorrei cadere in piedi, senza frantumarmi le ossa, perciò ho tolto le nostre fotografie dalle pareti. Con un po’ di fortuna, lasciando passare un po’ di tempo, non starò più sveglia a pensare che, al mio risveglio, non ci sarai al mio fianco. Il motivo è che, anche se riesco a stare bene senza vivere a caso, non è detto che io debba necessariamente farlo. Anche se ti amo dal primo momento che hai posato gli occhi su di me. E la migliore dichiarazione d’amore sarebbe che vuoi stare con me anche se spesso mi vengono questi pensieri contorti. Anche se mi piacciono troppo gli aperitivi.

❤ Miss Raincoat

** si comunica alla gentile clientela che la suddetta dichiarazione è stata scritta solo per il gusto di giocare con le parole **

Queste cose vorrei dirtele all’orecchio / Mentre urlano e mi spingono a un concerto / Gridarle dentro a un bosco nel vento / Per vedere se mi stai ascoltando

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