“Il Gran Concerto” di Nicolas de Staël

Questo pittore di origini russe e naturalizzato francese,  figlio di un barone baltico e di una pianista, si arruolò addirittura nella Legione Straniera.

Da una prima fase artistica espressionista, arrivò all’astrattismo, spesso declinato in colori forti e drammatici. Nel suo ultimo periodo (quello dell’opera qui proposta), lo slancio emotivo lasciò spazio ad una tranquillità espressa tramite la musicalità dell’Astrattismo Lirico.

Nello stesso anno in cui dipinse questa enorme tela si lasciò cadere da una finestra, anche se la sua carriera e la sua vita personale erano appaganti. Tuttavia, il suo suicidio pose fine al tormento di una ricerca artistica che, in altro modo, non sarebbe mai potuta finire in maniera così tanto definitiva.

In questo olio su tela, ispirato da un concerto,  troviamo un contrabbasso ocra ed un pianoforte nero (è un tributo alla musica jazz), su un fondo di un rosso intensissimo. Non a caso, il rosso è uno dei colori più dualistici nell’arte: da una parte è il colore dell’amore, dall’altra quello della violenza (“Il cuore ha i denti/ sorride e morde, non ha scelta” F. Gabbani). Inoltre, gran parte della composizione è vuota, ma aperta.

Cos’era? Non lo so. Quando non sai cos’è, allora è Jazz” – Alessandro Baricco

❤ Miss Raincoat

**1955, Museé Picasso (Antibes)

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