Il Palazzo Valenti di Talamona

Il filo conduttore che lega Palazzo Besta a Teglio, Castel Masegra a Sondrio e Palazzo Valenti a Talamona è l’ “Orlando Furioso”. Questi tre monumenti, insieme, testimoniano l’apertura della Valtellina verso gli influssi culturali delle raffinate corti dei Gonzaga e degli Este, da dove il poema si era diffuso.

L’ “Orlando Furioso”

La facciata di questo edificio privato, è di un palazzo appartenuto agli Spini fino al 1837 e, poi, ai Valenti. L’autore ignoto è molto aggiornato sulla tecnica tardo-rinascimentale e, soprattutto, sul soggetto (sicuramente, conosceva l’edizione dell’Orlando Furioso illustrata da Giolito de’ Ferrari nel 1542).

Originariamente, il pittore aveva eseguito due ordini di scene dipinte; oggi ne possiamo leggere solo la porzione più vicina al tetto. Con uno stile armonico e vigoroso, gli ampi riquadri presentano delle cromie che simulano dei rilievi bronzei. I personaggi che riconosciamo sono Ferraù con Angelica vicino ad un ruscello, Bradamante, Rinaldo con Gradasso, l’Ippogrifo e il Castello di Atlante, Rinaldo che sfida Sacripante.

La solennità rinascimentale cinquecentesca è completata dalle statue dipinte ai lati degli episodi, dal finto bugnato (primo ordine), dai putti in festa sopra il portale, dalle finestre (con frontoni spezzati ed anfore) incorniciate da cariatidi dipinte.

A destra del portale, nel 1650 ca., è stato aggiunto un ulteriore dipinto, la “Madonna con il Bambino”, molto simile alla Madonna del Roseto di Bernardino Luini.

Guardala qui!

“Occupati dei Fanti e lascia stare i Santi!”

❤ Miss Raincoat

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